Covid, due tumori e una colostomia, non è fragile per essere vaccinato

 
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Covid, due tumori e una colostomia, non è fragile per essere vaccinato

Pubblichiamo integralmente una lettera aperta inviata da un cittadino, Marcello Ferri. Il fratello, con tanti problemi di salute, al momento, non rientra tra i soggetti fragili da vaccinare. Ecco perché:

“Ho 65 anni e ho lavorato presso una grossa multinazionale farmaceutica per 38 anni di cui gli ultimi 28 nel dipartimento di ricerca e sviluppo contribuendo, per quello che mi competeva, all’uscita di nuovi farmaci e vaccini. Al momento dell’arrivo dei tanto agognati vaccini  anti COVID il mio pensiero è stato quello di poter far vaccinare celermente mio fratello.

Mio fratello ha 70 anni ed è stato operato più volte: inizialmente a causa di un tumore al retto e successivamente per un tumore metastatico al fegato. Attualmente e aggiungo fortunatamente (!!!!!!!) mio fratello non ha una forma tumorale attiva e quindi non rientra nelle persone fragili che hanno la priorità a vaccinarsi. Peccato che a causa degli interventi chirurgici tumorali subiti, mio fratello ha una fistola peri-anale in fase secretiva (alternata a fasi silenti) e soprattutto ha subito una colostomia (il  famoso sacchetto) con i problemi che potete facilmente immaginare. Pensate solo un attimo alla gestione di un paziente in terapia intensiva con queste problematiche.

Dopo l’allargamento della Regione Umbria nel garantire le priorità vaccinali ad una moltitudine di categorie (alcune assolutamente non condivisibili) che avevano bellamente “sorpassato” quella di mio fratello,  è arrivata la giusta presa di posizione del Presidente del Consiglio Draghi che ha ridisegnato le priorità a favore di  persone fragili e su base anagrafica. Peccato che mio fratello, a fronte delle stato attuale di salute riportato sopra non rientri, secondo le disposizioni ministeriali,  nella categoria delle persone fragili. L’unica colpa di mio fratello è stato quello di non aver chiesto i benefici della Legge 104, questo perché  lui si sente giustamente una persona attiva seppur con le limitazioni che il suo stato di salute  comporta. Prima o poi mio fratello verrà vaccinato (spero non tardi ) ma questa lettera vuole essere un atto di accusa verso la burocrazia e verso i tanti furbetti che anche questa volta hanno trovato il modo di vaccinarsi a scapito di persone più bisognose”.

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