Cannabis light: tutela della salute pubblica a rischio ragazzi

Cannabis light: tutela della salute pubblica a rischio ragazzi

L’opposizione critica l’Ordine del Giorno a Perugia senza esitazioni

I gruppi di opposizione del Consiglio comunale di Perugia hanno espresso voto contrario all’Ordine del Giorno che propone interventi contro la normativa nazionale sulla cosiddetta cannabis light, sottolineando la mancanza di basi scientifiche a supporto dell’iniziativa.

Cannabis light e salute pubblica: il dibattito a Perugia

La posizione dell’opposizione non nasce da intenti proibizionisti né da una volontà di colpire il settore economico. Si fonda su un principio chiaro: quando si parla di salute pubblica, la prudenza non è opzionale, ma un dovere istituzionale imprescindibile.

Tre domande rimangono senza risposta e costituiscono il cuore della critica: cosa significa davvero definire una sostanza “light”? Dire che è legale implica che sia priva di rischi? Chi si assume la responsabilità di tale rassicurazione?

Il problema non è semantico: è culturale. Il termine “light” rischia di creare una percezione di innocuità soprattutto tra i giovani. Studi scientifici documentano invece che il consumo di cannabis, anche a basso contenuto di THC, può compromettere attenzione, riflessi e coordinazione, aumentando il rischio di incidenti stradali.

Giovani e percezione del rischio

Secondo la letteratura, la percezione del rischio nelle fasce giovanili è in calo. La banalizzazione dei termini come “cannabis light” può favorire scelte potenzialmente pericolose, in un periodo della vita caratterizzato da vulnerabilità biologica e sviluppo cerebrale ancora incompleto.

Difendere l’attività di pochi imprenditori non può prevalere sulla tutela della salute dei ragazzi. Anche il CBD, spesso presentato come innocuo, mostra effetti farmacologici documentati, tra cui alterazioni di laboratorio e interazioni metaboliche.

La protezione della salute pubblica non si basa sulla buona fede, ma su evidenze scientifiche solide.

Ruolo dei Comuni e responsabilità istituzionale

Di fronte a questo scenario, l’opposizione sostiene che un Comune debba esercitare cautela prima di assumere posizioni contrarie alla legge nazionale. L’Ordine del Giorno in discussione interpreta i limiti come ostacoli alla libertà individuale, trascurando la funzione regolativa che, in materia di salute e giovani, deve servire a protezione e prevenzione, non a ideologia.

La responsabilità istituzionale richiede equilibrio e prudenza, soprattutto su tematiche così delicate. Il voto contrario dei consiglieri ribadisce la necessità di mantenere chiarezza e tutela della salute pubblica come priorità non negoziabili.

I consiglieri di opposizione hanno espresso compattezza:
Nilo Arcudi, Paolo Befani, Chiara Calzoni, Elena Fruganti, Edoardo Gentili, Riccardo Mencaglia, Clara Pastorelli, Augusto Peltristo, Margherita Scoccia, Gianluca Tuteri, Leonardo Varasano, Nicola Volpi.

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