Riflessioni urgenti nella XIII Giornata contro i disturbi alimentari
In occasione della XIII Giornata Nazionale contro i Disturbi Alimentari, la psichiatra Laura Dalla Ragione, Direttrice della Rete Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) USL1 dell’Umbria e docente al Campus Biomedico di Roma, sottolinea l’importanza di una riflessione approfondita su questo fenomeno in costante aumento in Italia. “La giornata di oggi deve servire come un’ulteriore opportunità per riflettere su un fenomeno che sta drammaticamente crescendo e agire concretamente per prevenire e supportare pazienti e famiglie,” dichiara Dalla Ragione. “Esiste un numero verde nazionale, 800180969, servizio anonimo e gratuito, disponibile per tutti.”
Negli anni 2000, il numero di persone affette da disturbi dell’alimentazione in Italia era di circa 300.000, un dato che è cresciuto fino a superare i 3 milioni oggi, sebbene probabilmente sottostimato. Questo fenomeno è in aumento soprattutto tra gli adolescenti, con le diagnosi correlate ai disturbi alimentari e della nutrizione che rappresentano la seconda causa di morte tra i giovani in Italia, subito dopo gli incidenti stradali. Durante la pandemia e i lockdown, si è registrato un incremento del 30% dei casi, con un drammatico aumento delle richieste di aiuto al numero verde “SOS disturbi alimentari,” raddoppiate nel 2020 e triplicate nel 2024.
I dati evidenziano anche un cambiamento nella popolazione colpita: sono aumentati i casi tra i maschi, che ora rappresentano il 20% nella fascia tra i 12 e 17 anni, e si è abbassata l’età di esordio, con bambine tra gli otto e dieci anni colpite. Il 30% della popolazione ammalata è under 14, e purtroppo più si abbassa l’età di esordio, più la patologia risulta grave e con conseguenze severe e talvolta irreversibili.
L’assistenza ai DNA (Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione) in Italia è visibile nel sito . Secondo il censimento della Mappa DCA dell’Istituto Superiore di Sanità, esistono 150 centri per i DNA in Italia: 120 nel Servizio Sanitario Nazionale e 30 privati accreditati, suddivisi in 72 al Nord, 29 al Centro e 43 tra Sud e Isole. Vi lavorano 1652 professionisti, di cui l’81% è strutturato. I livelli di erogazione degli interventi includono terapia ambulatoriale specialistica (84%), terapia ambulatoriale intensiva/semiresidenziale/day-hospital (59%) e riabilitazione intensiva residenziale (26%).
Nel 2024, in Italia i decessi per malattie legate ai disturbi dell’alimentazione sono stati 3.890. Tali disturbi rappresentano ormai la prima causa di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali. Ogni anno si intercettano sempre più casi nuovi, passando da 680.569 nel 2019 a 1.680.456 nel 2023, secondo i dati del Ministero della Salute. Le conseguenze dei disturbi alimentari includono depressione, limitazione della vita sociale e lavorativa, compromissione degli apparati cardiaco e gastrointestinale, osteoporosi, morte per arresto cardiaco o suicidio.
Dalla Ragione sottolinea che i dati sulla mortalità sono in aumento, ma molto disomogenei sul territorio italiano, con maggiori decessi nelle regioni prive di strutture specializzate. La rete degli ambulatori multidisciplinari in Italia ha costituito un passo avanti nel percorso di cura, ma è ancora presente in modo troppo disomogeneo.
Social Fame e social media
Laura Dalla Ragione, autrice insieme a Raffaela Vanzetta del libro “Social Fame. Adolescenza, social media e disturbi alimentari,” evidenzia il ruolo negativo dei social media nella diffusione dei disturbi alimentari. I canali attraverso cui giovani e adulti attingono informazioni pericolose riguardo alla perdita di peso sono aumentati, comprese app per il conteggio calorico o il dispendio energetico. L’uso dei social media influenza l’autostima e contribuisce a cambiare l’immagine corporea, determinando un aumento dei sintomi depressivi e l’interiorizzazione di ideali di magrezza. Il tempo trascorso sui social media appare fortemente correlato allo sviluppo di disturbi alimentari.

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