Rinnovato l’incarico ma con verifiche e tensioni interne
La giunta regionale ha sciolto il nodo e confermato Andrea Casciari alla guida dell’ospedale Santa Maria di Terni, aprendo così la stagione del cosiddetto “Casciari bis”. Una decisione arrivata dopo giornate tese e trattative serrate, con un esito che porta con sé più di un’ombra. Il mandato viene fissato in due anni, ma con la possibilità di monitoraggi ravvicinati: controlli semestrali che rischiano di ridurre la solidità della nomina e di rendere la stabilità solo apparente.
Secondo quanto riportato da Sergio Capotosti sul Messaggero, la presidente regionale Stefania Proietti ha dovuto gestire un equilibrio complesso. Da una parte, i sostenitori di Casciari che hanno difeso la sua conoscenza profonda dell’ospedale e il ruolo centrale che potrà avere nel percorso verso la costruzione del nuovo presidio. Dall’altra, chi invocava un segnale netto di discontinuità, ricordando che l’attuale direttore era stato scelto dal centrodestra, lo stesso schieramento avversato dal campo largo durante la campagna elettorale, incentrata su liste d’attesa e bilanci in rosso.
Il compromesso finale ha garantito la continuità gestionale ma senza cancellare le ambiguità. Casciari resta in sella, ma con la costante minaccia di verifiche che potrebbero incidere sulla sua autonomia e trasformarsi in un nuovo terreno di scontro politico. Nel frattempo, nei retroscena è circolato un solo nome alternativo, quello di Joseph Polimeni, manager con esperienza in commissariamenti al Nord. Una carta rimasta di riserva, pronta a essere calata in caso di rottura interna.
A favore della conferma si è espresso pubblicamente anche il vicepresidente della Provincia Francesco Maria Ferranti, che ha parlato di “scelta di responsabilità per non piegare la sanità a logiche spartitorie”. Un approccio condiviso anche dal sindacato NurSind, che ha sottolineato la necessità di non aprire una fase di instabilità alla guida del Santa Maria.
La vicenda apre ora un banco di prova tanto per il manager confermato quanto per la presidente Proietti. Due anni di mandato sulla carta, ma con la possibilità che ogni sei mesi venga rimessa in discussione la sua tenuta. Una fiducia limitata, che rende la gestione di Casciari fragile e condizionata, mentre resta sullo sfondo la sfida più difficile: mantenere coesa una maggioranza che sul terreno della sanità regionale mostra già le sue crepe.

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