PERUGIA, RELIQUIA PAPA GIOVANNI PAOLO II, IN CENTINAIA NELLA CHIESA DI PREPO

Celebrazione Santa Messa
Celebrazione Santa Messa
Celebrazione Santa Messa

(umbriajournal.com) PERUGIA – E’ un periodo fecondo di eventi di intensa spiritualità quello che sta vivendo la comunità diocesana di Perugia-Città della Pieve, che coincide con quello “forte” dell’Avvento, di preparazione al S. Natale, richiamando la partecipazione spontanea di numerosissimi fedeli. Questo testimonia anche la vitalità di una comunità cristiana in cammino verso Dio.

Così è avvenuto per la Dedicazione della nuova Chiesa interparrocchiale “San Pio da Pietrelcina” in Castel del Piano, dello scorso 8 dicembre, e per l’arrivo della reliquia del beato Giovanni Paolo II nella chiesa prefabbricata del quartiere perugino di Prepo, il 10 dicembre, momento atteso da centinaia di fedeli.

Lo stesso arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti ha rilevato questa foltissima partecipazione di popolo di Dio in costante crescita. Lo ha fatto all’inizio dell’omelia della S. Messa nel prefabbricato di Prepo, dopo l’arrivo della reliquia del grande Papa, la cui «figura di pastore si staglia gigantesca nel cuore della storia – ha detto mons. Bassetti –, contribuendo non poco ad abbattere muri innalzati, per dividere e causare atroci sofferenze all’umanità, da ideologie sconfitte dalla storia stessa».

La S. Messa, concelebrata dai parroci don Giuseppe Gioia e don Fabrizio Crocioni, è terminata con l’adorazione eucaristica che accompagna la peregrinatio della reliquia nei luoghi di culto dell’Unità pastorale di Prepo-Ponte della Pietra-San Faustino (10-13 dicembre). Mons. Bassetti, nell’omelia, ha parlato di «una circostanza particolarissima quella che ci fa ritrovare in questo freddo pomeriggio nel prefabbricato di Prepo. Si tratta del passaggio tra di noi di una reliquia del beato Giovanni Paolo II, che presto sarà proclamato santo. È un momento di grazia, perché è come se passasse il grande Papa tra noi.

Egli, che ha visitato molti luoghi della terra, e anche la nostra Perugia, torna di nuovo in mezzo a noi con un frammento del suo corpo, in questo caso alcune gocce di sangue sul tessuto dell’abito che indossava nel giorno del suo attentato in Piazza San Pietro, il 13 maggio 1981. La sua presenza ci dà forza, ci ricorda che nella vita non deve mai mancare il coraggio di testimoniare la fede cristiana, come ha fatto lui, pastore indomito, che ha gridato al mondo la necessità della giustizia e della solidarietà nei rapporti interumani e sociali».

«La figura di Giovanni Paolo II – ha proseguito il presule – ci rammenta che il popolo cristiano non è un gregge senza pastore, non è abbandonato a se stesso. Ma ha dei pastori che lo guidano e che lo conducono su pascoli buoni. È un popolo che ha un pastore disposto a spendere la vita per esso, sull’esempio del Signore Gesù, pastore grande del gregge. In questi giorni che precedono il Natale, tutta la liturgia della Chiesa è un inno alla venuta del Signore! Ma le letture delineano anche la caratteristiche del pastore cui il Signore affida il suo gregge… Mi ritornano in mente la parole di Papa Francesco: “Il pastore deve avere addosso l’odore delle pecore”.

Non è una frase dal sapore agreste, ma una vera e propria esigenza dallo spessore biblico. Pastore e gregge sono un tutt’uno, una realtà intimamente unita, tanto che dove viene meno l’uno perde valore anche l’altro. Talvolta – e lo vediamo tutti i giorni – dal gregge si stacca qualche pecorella esausta o annoiata, che non trova più attrattive nello stare unita al gregge. Essa va per la sua strada e di conseguenza verso tanti pericoli, più o meno sconosciuti. Il pastore buono, allora, pur di non perderla, lasciate al sicuro le altre, è disposto a mettersi alla ricerca della “pecorella smarrita”, rischiando anche lui di cadere in ogni sorta di pericolo.

«La parabola raccontata da Gesù – ha sottolineato mons. Bassetti – è di una realtà sconvolgente. Oggi sono tante le pecore che, desiderose di fare altre esperienze, lasciando il gregge e le sue sicurezze, per avventurarsi verso l’ignoto. Talvolta però non ci sono più i pastori disposti ad andare a ritrovarle, così molte pecore smarriscono la strada di casa… Ma non è quello che ci ha insegnato e dimostrato il Beato Giovanni Paolo II. Noi lo abbiamo visto “farsi tutto a tutti, pur di guadagnarne qualcuno”. Lo abbiamo conosciuto pastore coraggioso e zelante, pronto ad andare incontro a chiunque. Pronto a dare la vita per il suo gregge».

L’arcivescovo ha poi ricordato quanto è avvenuto nel suo ultimo pellegrinaggio in Polonia con un gruppo di fedeli umbri: «lo scorso anno, con grande commozione, ricevetti dal cardinale di Cracovia Stanislao Dziwisz, segretario particolare di Giovanni Paolo II, una preziosa reliquia del sangue del Papa, che ho consegnato, tra la gioia di tanti pellegrini, alla custodia del Santuario dell’Amore misericordioso di Collevalenza, dove il ricordo della visita di Giovanni Paolo II è ancora molto vivo. Egli vi si recò il 22 novembre del 1981: primo viaggio fuori Roma, dopo il tragico attentato». «Oggi, da questo umile prefabbricato, che da tanti anni raccoglie la comunità di Prepo – ha detto l’arcivescovo –, vogliamo affidare al cuore del Beato Giovanni Paolo II le nostre preghiere al Signore, ciò che più ci sta a cuore.

In primo luogo, l’unità delle famiglie, l’educazione dei giovani, la vita sociale, molto spesso travagliata e piena di problemi, anche a causa di questa lunga crisi che ci sta mettendo tutti alla prova». Mons. Bassetti, avviandosi alla conclusione, si è soffermato sul progetto della nuova chiesa con queste parole: «Affidiamo all’intercessione dell’amato Papa anche la causa della nuova chiesa dell’Unità pastorale di Prepo-Ponte della Pietra e San Faustino. La comunità cristiana vive della Parola di Dio e dell’Eucaristia; vive di amore fraterno e di solidarietà. Ma una comunità vive, se ha un luogo dove riunirsi: comunità e luogo di vita cristiana non a caso si chiamano allo stesso modo: Chiesa. Una comunità è Chiesa se all’interno scorre l’amore di Dio, ma ciò che la configura è anche un edificio, possibilmente bello e significativo.

Diceva Benedetto XVI «La chiesa, edificio sacro, esiste perché in essa incontriamo Cristo, il Figlio del Dio vivente… La chiesa è il luogo d’incontro con il Figlio del Dio vivente e così è il luogo d’incontro tra di noi. È questa la gioia che Dio ci dà: che Egli si è fatto uno di noi, che noi possiamo quasi toccarlo e che Egli vive con noi» (2006). La Vergine Maria, Madre della Chiesa, che il 10 dicembre viene onorata nel suo celebre santuario di Loreto e il beato Giovanni Paolo II, che ha conosciuto le sofferenze di tante comunità cristiane senza Chiesa, sostengano questo nostro desiderio, sciolgano tutti gli impedimenti e donino a questa comunità la grazia di crescere nell’amore e nella pace».

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