Umbria, via libera al bilancio consolidato 2024

Umbria, via libera al bilancio consolidato 2024

Acceso dibattito politico sul significato dei risultati

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di deliberazione della Giunta regionale relativa al Bilancio consolidato per l’esercizio 2024, documento che chiude in attivo con 57 milioni di euro. Si tratta dell’ultimo passaggio del ciclo finanziario regionale e raccoglie i dati patrimoniali, economici e finanziari dell’intero Gruppo di amministrazione pubblica, comprendente Regione, agenzie, enti strumentali e società partecipate.

Il relatore Francesco Filipponi (Pd) ha rimarcato che il consolidato ha valore meramente informativo e non comporta disponibilità di risorse utilizzabili dalla Regione, sottolineando la necessità di distinguere tale atto dal rendiconto consuntivo, che per il 2024 certifica invece un disavanzo di circa 70 milioni. Filipponi ha criticato le interpretazioni mediatiche che hanno confuso i due strumenti contabili, ribadendo che “qualsiasi collegamento tra consolidato e risorse spendibili è privo di fondamento”.

Nel corso della seduta, gli interventi dei consiglieri hanno delineato una netta contrapposizione politica. Pola Agabiti (FdI) ha rivendicato la gestione virtuosa del centrodestra, sottolineando che tutte le 25 società del perimetro hanno chiuso i bilanci in positivo, mentre ha negato l’esistenza di un “buco” nei conti regionali. Di diverso avviso Cristian Betti (Pd), che ha accusato la minoranza di alimentare confusione tra consolidato e consuntivo per fini polemici.

Anche Enrico Melasecche (Lega) ha ricordato le difficoltà ereditate nel 2019, mentre Letizia Michelini (Pd) ha attaccato la precedente Giunta per aver lasciato criticità strutturali. La presidente Donatella Tesei (Lega) ha invece difeso i risultati raggiunti, sostenendo che l’attuale attivo sia frutto delle politiche del suo esecutivo.

Altri consiglieri, tra cui Fabrizio Ricci (Avs), Laura Pernazza (FI), Luca Simonetti (M5S) ed Eleonora Pace (FdI), hanno contribuito a un dibattito serrato, in cui le valutazioni tecniche si sono intrecciate con accuse reciproche di strumentalizzazione.

L’assessore Tommaso Bori ha chiuso i lavori ribadendo che il consolidato non genera liquidità per la spesa pubblica ma offre solo una fotografia complessiva dell’andamento economico-finanziario delle strutture collegate alla Regione.

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