Regionali, Astarita, il manifesto per la famiglia non è condivisibile

Regionali, Astarita, il manifesto per la famiglia non è condivisibile

Regionali, Astarita, il manifesto per la famiglia non è condivisibile

“Il manifesto valoriale promosso da alcune associazioni del mondo cattolico in previsione delle prossime elezioni regionali umbre, che la candidata della Lega alla presidenza e tutto il centro destra, anche quello che si dichiara moderato, si appresta a sottoscrivere, è profondamente errato e non condivisibile, già nelle premesse”.

Questo il commento di Giuliana Astarita, candidata socialista alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale umbro nella lista civica Bianconi per l’Umbria, che prosegue: “L’art. 29 della nostra Costituzione non sostiene ‘la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna’, come riportato in termini volutamente errati da chi si è occupato di elaborare questo manifesto, ma riconosce espressamente al comma 1 ‘i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimoni’, senza alcun espresso richiamo alla differenza di genere”.

“La disposizione – continua Astarita – sottolinea due profili: che la famiglia è una società naturale e che a questa, in quanto tale, la Repubblica riconosce diritti. A questo proposito, va da sé che non può essere attribuito al termine ‘naturale’ ciò che viene ritenuto tale da una particolare concezione ideologica, religiosa o altro.

Il termine ‘naturale’ è inteso come un dato pre-giuridico, che il diritto positivo si limita a riconoscere. La famiglia è un dato sociologico, che la Costituzione non crea ma si limita a tutelare, ed una società complessa e articolata può presentare diversi modelli di famiglia, come quella eterosessuale, omosessuale, monogenitoriale”.

La candidata socialista sottolinea come “l’art. 29 riconosce solennemente la famiglia fondata sul matrimonio, ma non vieta certamente di riconoscerne altre, fondate su vincoli diversi dal matrimonio. Non è una norma limitativa. Dire che la Repubblica riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio non significa dire che la Repubblica riconosce soltanto questa famiglia. Anzi, la nostra Costituzione impone un’ampia tutela delle formazioni sociali; infatti, l’articolo 2 afferma che la Repubblica garantisce i diritti dell’uomo, sia come singolo, ‘sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità’”.

“Sono certa – conclude Astarita – che la candidata della Lega alla presidenza e i tanti canditati al Consiglio regionale che militano nelle liste del centro destra hanno piena consapevolezza della nostra Costituzione e dell’ampio quadro normativo, nazionale e internazionale, che vincola le istituzioni tutte, compresa la Regione, alla tutela dei diritti umani. Eppure, sono pronti a mettere da parte le loro conoscenze per un pugno di voti, sottoscrivendo con gli elettori impegni che la legge non gli consentirà mai di portare a termine”.

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