Pentastellati umbri contro Di Maio: «Dimettiamoci», voce smentita da Lucidi

Pentastellati umbri contro Di Maio: «Dimettiamoci», voce smentita da Lucidi

Pentastellati umbri contro Di Maio: «Dimettiamoci», voce smentita da Lucidi

I pentastellati umbri pare non abbiamo ancora digerito la decisione del capo politico Luigi Di Maio di stringere anche in Umbria un patto di governo con il Partito democratico. Durante un dibattito vivace ieri in una chat privata di WhatsApp dove ci sono i portavoce sarebbe emersa la volontà di dimissioni di massa di tutti i portavoce. Lo ha riportato l’AdnKronos.

La proposta è stata lanciata dal senatore Stefano Lucidi: «Se avessi in mano 33 lettere di dimissioni potenziali di tutti, forse qualche info riuscirei ad ottenerla», scrive il pentastellato rispondendo a chi chiede di alzare la voce per farsi sentire dai vertici.

Ma è lo stesso senatore Lucidi a chiarire che in realtà quella era solo un pezzetto di una conversazione lunga ed articolata – scrive oggi La Nazione Umbria -. «Quella è solo una frase estrapolata da un contesto più ampio. Messa così può significare tutto e anche il suo contrario. Poteva anche soltanto essere una battuta…»

E poi ancora «La decisione di Di Maio di un patto civico in Umbria mi soddisfa pienamente, tra l’altro domani (oggi) facciamo le regionarie per decidere chi saranno i nostri venti candidati. Nessuno si dimetterà – garantisce – non ce n’è alcun motivo».

Dalla chat emerge comunque il malumore diffuso sull’alleanza. «Ci facciamo usare per i loro ca…» scrive la deputata Tiziana Ciprini riferendosi alla trattativa con il Pd.

In serata il deputato Filippo Gallinella si lascia andare ad un post su Facebook: «Qualcuno si è divertito a mettere in giro pezzi anche ironici di una chat riservata, denunceremo la cosa. Se è una tattica per demolire la nostra lista si sbaglia di grosso: siamo pronti anche a correre da soli».

Oggi, dalle 10 alle 19, i pentastellati votano per le regionarie. Sono 27 candidati al consiglio regionale per 20 posti. Erano 40 ma una quindicina sono stati “tagliati” perché non avevano i documenti in regola. Tra i papabili – scrive il Messaggero Umbria di oggi – la consigliera uscente Maria Grazia Carbonari, Lucia Vergaglia di Orvieto, Simonetta Checcobelli di Corciano, l’ex consigliere comunale di Perugia Michele Pietrelli, i ternani Thomas de Luca e Angelica Trenta, Cristian Brutti già candidato alle politiche, Andrea Ciprini (perugino candidato alle comunali, cugino della deputata Tiziana), Dario Toffano del comitato Rio Fergia di Gualdo.

Intanto nel Pd Zingaretti tiene il nome di Andrea Fora, ma ci sono malumori sulla lista. Dopo una riunione tesa a Città di Castello, si apprende che Fernanda Cecchini lascia e vuole candidare l’assessore Michele Bettarelli, i socialisti di Bacchetta dicono Massimo Massetti o Riccardo Carletti. Anna Ascani non va con Renzi scegliendo di restare nel Pd (vanno invece con Renzi i senatori Nadia Ginetti e Leonardo Grimani).

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