Inchiesta sanità e dimissioni, Alfonso Gentili, Catiuscia Marini completi il suo mandato!

Inchiesta sanità dimissioni Catiuscia Marini, Alfonso Gentili, completi suo mandato

Inchiesta sanità e dimissioni, Alfonso Gentili, Catiuscia Marini completi il suo mandato!

dal Dott. Alfonso Gentili
riceviamo e pubblichiamo

ex Segretario generale della Provincia di Perugia ( 2000-2009).
La Presidente della Regione Umbria, dott.ssa Catiuscia Marini, avendo presentato il 16 aprile scorso le dimissioni volontarie dalla carica per ragioni diverse da quelle personali,  ai sensi dell’art. 64, comma 3 dello Statuto regionale approvato con l. r. n. 21 del 2006 e successive modificazioni, ha l’obbligo di motivarle “di fronte all’Assemblea legislativa“.

Quell’avverbio “di fronte” letteralmente significa “davanti, di faccia, dirimpetto” e quindi,  a nostro avviso, dovrebbe essere interpretato nel senso della necessità della presenza fisica (del resto anche opportuna) dell’interessata alla seduta dell’Assemblea che tratterà l’argomento per prima relazionare e motivare personalmente  le dimissioni presentate e poi, se necessario, intervenire di nuovo dopo la chiusura della discussione generale e prima di procedere alla votazione, cui la stessa può partecipare, sulla possibile proposta di invito a recedere dalle dimissioni stesse, da approvarsi però con almeno 11 voti favorevoli.

Le dimissioni  della Presidente per ragioni diverse da quelle personali non diventano irrevocabili per semplice dichiarazione dell’interessata ma appunto solo dopo il completamento di tutte le procedure previste dal  terzo comma dell’art. 64 dello Statuto.

La Presidente Marini, se non andiamo errati, risulta aver ricevuto, almeno fino ad oggi, solo un’informativa di garanzia (art. 369 c.p.p.) di essere sottoposta ad indagine per il reato di abuso d’ufficio (art. 323 c.p.) ed eventuali altri connessi, ma non risulta nemmeno essere stata sottoposta a misure restrittive della libertà personale al pari di altri quattro soggetti (due governanti e due alti dirigenti) evidentemente ritenuti dalla Procura della Repubblica maggiormente coinvolti o maggiormente “pericolosi“.  La Presidente infatti, come di norma e di prassi, aveva   delegato agli Assessori  le competenze in materia  di sanità e di risorse umane in modo che fossero meglio seguite.

Del resto nemmeno i Governanti e gli Amministratori appartenenti ai c.d. nuovi oppure rinnovati movimenti o partiti politici, che pure continuano a riscuotere complessivamente notevole consenso popolare, sembrano “brillare” per dimissioni volontarie a seguito del ricevimento di avvisi di garanzia  ed anzi nemmeno sembrano disdegnare di essere salvati dal processo penale con un voto politico del Parlamento e per reati puniti anche più gravemente.

Al di là di eventuali “questioni” interne ai partiti, siamo e restiamo dell’avviso che una Presidente eletta direttamente dai cittadini, semplicemente indagata e ancora nemmeno imputata o condannata in primo grado, possa completare la realizzazione del programma di mandato e, dopo aver adeguatamente corretto le irregolarità e quant’altro ci sia ancora da correggere, possa arrivare alla scadenza naturale, specialmente se prossima. Resta ovviamente fermo che, se e quando sarà stata condannata dal Giudice, anch’essa dovrà rispondere, come tutti,  del suo operato per la parte illecita accertata.

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