Perugia, mappa del disagio giovanile per agire sul territorio

Perugia, mappa del disagio giovanile per agire sul territorio

Comune, Procura e Unipg insieme per interventi integrati

È stato presentato oggi presso la Procura Generale della Corte d’Appello di Perugia il progetto “Giovani e Territorio – Mappatura e Intervento sul Disagio Giovanile”, frutto della collaborazione tra il Comune di Perugia, la Procura Generale della Repubblica e l’Università degli Studi di Perugia. L’iniziativa punta a individuare, comprendere e affrontare in modo integrato le manifestazioni di disagio tra i giovani sul territorio perugino.

All’incontro, guidato dal Procuratore Generale Sergio Sottani, sono intervenuti la Sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il consigliere delegato al benessere psicologico Federico De Salvo, e i professori Claudia Mazzeschi e Carlo Garofalo del Dipartimento di Filosofia, Scienze sociali, umane e della formazione dell’Università degli Studi di Perugia.

Durante la presentazione, Ferdinandi ha ribadito la necessità di costruire un approccio sinergico tra istituzioni pubbliche, mondo accademico, forze dell’ordine e terzo settore. Ha evidenziato che strumenti come le zone rosse, adottate ad esempio a Fontivegge per fronteggiare situazioni critiche, sono misure di contenimento che non eliminano le cause profonde della devianza. Secondo la Sindaca, serve invece una risposta strutturale che tenga conto dei fattori sociali, psicologici ed economici che alimentano marginalità, disagio e comportamenti illeciti tra i più giovani.

Il progetto si articolerà in due fasi. Nella prima, il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Perugia condurrà uno studio dettagliato sui reati compiuti da minorenni negli ultimi cinque anni. I dati raccolti saranno analizzati per età, origine, condizione socioeconomica e tipologia di reato, con l’obiettivo di disegnare una mappa territoriale precisa che individui i contesti urbani maggiormente esposti al rischio.

La seconda fase prevederà interventi mirati: sportelli di ascolto e consulenza psicopedagogica, iniziative di giustizia riparativa e azioni educative nei quartieri più fragili. L’obiettivo è creare spazi di relazione e crescita che possano ridurre le condizioni di isolamento, offrendo ai giovani alternative concrete alla devianza.

Nel suo intervento, Federico De Salvo ha sottolineato l’importanza di un approccio che integri la dimensione psicologica. Il disagio giovanile, ha osservato, non può essere considerato solo un problema di ordine pubblico, ma coinvolge anche la sfera della salute mentale. Prevenire significa agire prima che emergano comportamenti a rischio, creando una rete di ascolto e prevenzione diffusa.

Il progetto avrà durata annuale e intende rafforzare la cooperazione tra soggetti istituzionali e realtà sociali del territorio. Lo scopo è duplice: ridurre l’incidenza dei reati minorili e migliorare le condizioni di vita dei giovani, agendo sulle cause profonde del disagio.

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