Turismo sanitario e farmaci per minori, allarme in UK

Europa spinge per regole online a tutela dei minori

Eurodeputati interpellano Commissione sui rischi minori

Paolo Inselvini e Carlo Fidanza, membri del gruppo ECR, hanno presentato una interrogazione ufficiale alla Commissione europea in merito al fenomeno del turismo sanitario legato alla somministrazione di farmaci bloccanti della pubertà ai minori, praticato tra Regno Unito e Paesi dell’Unione Europea. L’iniziativa nasce dopo inchieste giornalistiche secondo cui alcune cliniche private britanniche, tra cui Anne Health fondata da Susie Green, propongono abbonamenti costosi per consentire alle famiglie di ottenere medicinali vietati nel Regno Unito a causa dei rischi documentati e dei potenziali effetti collaterali gravi.

Bambini e adolescenti britannici viaggerebbero – come scrive l’On. Marco Squarta – verso Irlanda e Spagna per ricevere terapie somministrate da medici disponibili, una pratica definita dal governo britannico come “irresponsabile e pericolosa”. Gli eurodeputati sottolineano che questi minori vulnerabili vengono esposti a sostanze che possono avere conseguenze irreversibili sul loro sviluppo psicofisico, sollevando allarmi etici e sanitari.

L’interrogazione alla Commissione europea si concentra su tre punti principali: la conoscenza e documentazione di questi casi, le azioni previste per prevenire l’elusione dei divieti nazionali attraverso il turismo sanitario e le modalità di controllo sulla distribuzione e somministrazione dei farmaci in UE tramite l’EMA e il sistema EudraVigilance. Gli eurodeputati evidenziano che la mancanza di coordinamento europeo facilita la circolazione transfrontaliera di farmaci sensibili, compromettendo la protezione dei minori.

La richiesta di risposta scritta mira a ottenere garanzie precise sull’adozione di misure efficaci di monitoraggio e prevenzione, tutelando la salute dei bambini coinvolti. La Commissione viene sollecitata a intervenire in un contesto delicato, dove il confine tra libertà terapeutica e sicurezza dei minori rischia di essere oltrepassato da interessi economici e pratiche di mercato transnazionali.

Inselvini e Fidanza insistono sull’urgenza di un intervento coordinato e immediato, volto a impedire la replicazione di simili pratiche e a garantire la protezione dei soggetti più fragili. La questione solleva interrogativi etici e legali sulla responsabilità degli Stati membri e sulle competenze della Commissione nel prevenire abusi farmacologici nei confronti dei minori.

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