Uova artistiche Perugia: Quintaliani trasforma la città

Uova artistiche Perugia: Quintaliani trasforma la città

Quindici opere alla Prigione di San Francesco in mostra

Quando il cioccolato incontra la pittura, Perugia si trasforma in un laboratorio sensoriale dove il confine tra artigianato e arte si dissolve. QUINTOV, la mostra del maestro Francesco Quintaliani, porta dentro la Prigione di San Francesco quindici uova di grandi dimensioni che non celebrano la Pasqua nel senso convenzionale, ma la reinventano come pretesto visivo per raccontare una città intera.

L’inaugurazione è fissata per giovedì 26 marzo alle ore 18, in uno spazio che già per vocazione storica porta con sé un peso narrativo non indifferente. La Prigione di San Francesco, adiacente al Choco Shop del museo Città del Cioccolato, diventa così teatro di un dialogo inatteso tra forma ovoidale e identità urbana, tra superficie pittorica e memoria collettiva.

Quindici uova, una città intera

Ogni opera è una finestra. Non nel senso metaforico logoro dall’abitudine, ma in quello concreto e quasi architettonico che Quintaliani predilige. Le quindici uova esposte restituiscono panorami, scorci e monumenti di Perugia attraverso una tecnica composita che fonde pittura acrilica, collage e interventi manuali diretti sulla superficie. Il risultato non è decorativo nel senso banale: è energetico, dinamico, capace di imporre un punto di vista su luoghi che il turista attraversa e l’abitante spesso non vede più.

La scelta della forma-uovo non è casuale né puramente stagionale. Quintaliani lavora da oltre trent’anni su una ricerca visiva che trova nel volume sferico e nell’ovale una sintesi perfetta tra supporto e metafora: la nascita, il guscio come confine da scardinare, l’interno come possibilità ancora aperta. Applicare a quel guscio i profili del Palazzo dei Priori, le campate di San Lorenzo, i vicoli del centro storico significa portare la città dentro un oggetto che tutti riconoscono, trasformandolo in qualcosa di irriducibile.

Una ricerca visiva lunga tre decenni

Quintaliani non è un illustratore della cartolina. Il suo metodo è stratificato, fisicamente impegnativo, deliberatamente contrario alla pulizia digitale. Il cromatismo intenso che caratterizza le sue tele e le sue sculture deriva da un uso spregiudicato degli acrilici, applicati a campiture dense che poi vengono contrastate da inserti di collage, ritagli, materiali diversi per consistenza e provenienza. La prospettiva che ne emerge non è mai quella del fotografo né quella del topografo: è una visione personale e riconoscibile, che nel tempo ha costruito un’identità stilistica precisa.

Lavorare su superfici curve come quelle delle maxi uova ha imposto un adattamento tecnico significativo. La geometria del supporto deforma la prospettiva, costringe il pennello a seguire linee che non coincidono con quelle dell’occhio, obbliga la composizione a fare i conti con la tridimensionalità. Proprio questa difficoltà tecnica diventa parte del linguaggio dell’opera: il paesaggio urbano si incurva, si distorce leggermente, si fa plasticamente diverso da come lo si è sempre visto.

Arte e cioccolato, un binomio non scontato

La collocazione della mostra all’interno del circuito di Perugia a Passo d’Uovo non è accessoria. Il festival, pensato attorno alla tradizione cioccolatiera della città, ha scelto di includere nell’edizione attuale uno spazio dedicato all’arte contemporanea, riconoscendo che la dimensione artigianale e quella estetica non si escludono ma si interrogano a vicenda.

La Prigione di San Francesco, con la sua storia e la sua prossimità al Città del Cioccolato, crea un percorso dove il visitatore si muove tra sapori e immagini, tra forme commestibili e forme pittoriche, senza una gerarchia prestabilita. QUINTOV si inserisce in questo flusso come una pausa riflessiva, un momento in cui l’uovo smette di essere un oggetto del desiderio gustativo e diventa strumento di narrazione visiva.

Perugia vista da dentro un guscio

Quello che Quintaliani propone con queste quindici opere è, in fondo, un atto di restituzione. Perugia viene estratta dalla quotidianità e rimessa davanti agli occhi in una forma che non si può ignorare. I panorami che compongono le superfici delle uova non sono vedute pittoresche nel senso ottocentesco: sono scorci vissuti, angolature che appartengono alla memoria di chi abita quei vicoli, ricomposte con una libertà cromatica che appartiene solo a chi ha deciso di non rispettare la fotografia.

Il risultato è un corpo di lavoro che parla simultaneamente a chi conosce la città e a chi la scopre per la prima volta. Per il residente, ogni opera contiene il riconoscimento immediato di un luogo: un palazzo, una torre, un affaccio. Per il visitatore, quelle stesse immagini costruiscono una mappa emotiva, un’introduzione alla città che non passa dai dépliant ma dalla materia pittorica.

L’esposizione resterà aperta al pubblico per tutta la durata del festival, offrendo un percorso complementare alla tradizione dolciaria che caratterizza l’evento. Ingresso dalla Prigione di San Francesco, adiacente al Choco Shop del museo Città del Cioccolato, nel cuore del centro storico perugino.

Arte contemporanea · Perugia

QUINTOV — Mostra di Francesco Quintaliani

Data

Giovedì 26 marzo 2026

Ora

ore 18:00

Luogo

Prigione di San Francesco

Città

Perugia (PG)

Note sull’evento

Nell’ambito di Perugia a Passo d’Uovo, inaugura la mostra QUINTOV del maestro Francesco Quintaliani. Quindici uova artistiche di grandi dimensioni raccontano la città attraverso panorami, scorci e monumenti dipinti con tecnica mista: acrilico, collage e interventi manuali diretti sulla superficie. Quintaliani porta avanti da oltre trent’anni una ricerca visiva fondata su cromatismo intenso e prospettive dinamiche. La sede espositiva è la Prigione di San Francesco, adiacente al Choco Shop del museo Città del Cioccolato, nel cuore del centro storico. Ingresso libero durante gli orari del festival.

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