Vertenza Perugina, Claudio Ricci, umbri ricomprino il marchio
Dopo un anno il “piano di rilancio” dello stabilimento Perugina di San Sisto, da parte del Gruppo Nestlé, dove si producono anche i Baci Perugina, sembra dover “subire” altre modifiche con ipotesi di ridimensionamenti incisivi in termini di posti di lavoro.
Il Bacio Perugina, per la sua storia, il nome assonante alla città di Perugia (Capoluogo dell’Umbria) e quindi “promotore dell’immagine regionale nel mondo”, deve rientrare in una proprietà “regionale” visto che la Nestlé ha dimostrato di “non credere realmente” alle potenzialità di questo prodotto la cui “identità” appartiene a Perugia e all’Umbria.
In una “mozione propositiva” (presentata in Consiglio Regionale) si chiede di intentare, nelle sedi istituzionalmente deputate (anche convocando un Consiglio Regionale straordinario nella fabbrica di San Sisto), e di concerto con tutte le sigle sindacali, ogni azione, in ambito italiano ed europeo, per “tutelare” tutti i posti di lavoro in particolare nello stabilimento di San Sisto in Perugia.
Inoltre bisognerebbe promuovere una iniziativa pubblica che coinvolga i principali imprenditori umbri e le loro categorie, aggregando risorse regionali, nazioni ed europee, nonché aprendo una “sottoscrizione pubblica” per costituire una Public Company (o struttura finanziaria similare) per riacquistare il marchio “Baci Perugina” e sviluppare adeguatamente l’azienda nonché trasformarla anche in uno strumento di promozione di Perugia e dell’Umbria, sul piano culturale e turistico, nel mondo.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale)

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