Apre a Ponte San Giovanni il Mercato Coperto Giovani

Apre a Ponte San Giovanni il Mercato Coperto Giovani
ph. TommyB

Vendita diretta di prodotti agricoli a km zero, protagonisti under 35

Di Tommaso Benedetti

A Ponte San Giovanni, nella giornata di venerdì 12 aprile, è stato inaugurato il nuovo Mercato Coperto di Campagna Amica, promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Il progetto coinvolge esclusivamente produttori agricoli con meno di 35 anni, che gestiranno direttamente le vendite all’interno dello spazio situato in Via della Scuola 90.

Sono sette le imprese presenti, con un’età media degli imprenditori pari a 31 anni. Si tratta di attività che operano sul territorio umbro e che offriranno un’ampia gamma di prodotti agroalimentari locali: ortaggi, frutta, carni, salumi, formaggi, legumi, cereali, farine, pasta, uova, olio extravergine di oliva, vino e birra agricola.

Il nuovo punto vendita sarà attivo ogni giovedì e sabato dalle 9 alle 14, il venerdì dalle 9 alle 14 e dalle 16 alle 20, con un’apertura straordinaria anche domenica 13 aprile dalle 9 alle 14.

L’iniziativa si aggiunge ad altri mercati già operativi in città, come quelli di Madonna Alta, Pian di Massiano e il mercato all’aperto che si svolge a Ponte San Giovanni ogni martedì presso il parcheggio vicino a Via Giuseppe Lunghi.

Durante la cerimonia inaugurale sono intervenuti numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui Vittoria Ferdinandi (sindaca di Perugia), gli assessori comunali Andrea Stafisso (sviluppo economico) e David Grohmann (ambiente), il vicepresidente del Consiglio comunale Simone Cenci, il consigliere provinciale Riccardo Vescovi, l’assessora regionale all’agricoltura Simona Meloni e il presidente di Anci Umbria Federico Gori.

Presenti anche il presidente di Coldiretti Albano Agabiti, il direttore regionale Mario Rossi, il segretario generale della Camera di Commercio Federico Sisti, e il delegato nazionale Enrico Parisi. A rappresentare la fondazione Campagna Amica, Sonia Mucci, che ha ricordato come questo sia il 71° mercato coperto avviato in Italia sotto il marchio Campagna Amica.

Il delegato regionale Francesco Panella, tra gli ideatori del progetto, ha spiegato che l’idea ha preso forma dopo circa due anni di lavoro. I giovani coinvolti hanno anche realizzato l’arredo del mercato, compresi due stand che resteranno disponibili per altri produttori interessati a testare la vendita diretta.

Francesco Panella ha evidenziato come la multifunzionalità delle imprese agricole consenta non solo la produzione, ma anche la distribuzione diretta al consumatore. Questo approccio consente di creare un rapporto di fiducia tra chi coltiva e chi acquista, rafforzando il legame tra aree urbane e rurali.

Il presidente Albano Agabiti ha ribadito l’importanza del progetto anche in relazione all’attuale contesto economico segnato da instabilità e ha sottolineato il valore strategico del recupero delle tradizioni agricole in chiave contemporanea.

Il direttore Mario Rossi ha spiegato che lo spazio di Ponte San Giovanni si propone come polo dell’agroalimentare di qualità, raddoppiando la presenza dei mercati al coperto nella zona urbana di Perugia. L’obiettivo è integrare la vendita diretta con servizi alla comunità e nuove opportunità per i giovani imprenditori.

Tra le novità del mercato figura la presenza fissa, ogni venerdì mattina, di operatori del Patronato Epaca-Coldiretti per consulenze gratuite sui temi della previdenza, tutela sociale, infortuni sul lavoro e sostegno al reddito.

È stato inoltre istituito un “Banco di prova”, uno spazio riservato a giovani produttori non ancora strutturati che intendono sperimentare la vendita diretta. Questo servizio funziona come una sorta di sportello di orientamento per l’autoimprenditorialità agricola.

Nel corso della mattinata inaugurale, è stata anche proposta l’iniziativa “Il fiore italiano: come sceglierlo in base alla stagionalità e alla provenienza”, a cura del florovivaista Andrea Zannoni, con consigli su piante e fiori locali.

A seguire, è stata offerta una colazione e si è svolto un cooking show curato da due cuoche contadine: Mara Sciarma, dell’agriturismo “La Casa di Campagna”, e Aleksandra Niclas, della “Fattoria Biologica Patrice”. L’evento si è concluso con un aperitivo contadino e un DJ set pomeridiano.

Le aziende partecipanti sono:

  • “L’Orto del Mi Nonno” di Francesco Capalbo, specializzata in ortofrutta;

  • “Le Radici” società agricola, con pane, olio EVO, legumi e cereali;

  • “La Casa di Campagna” di Alessandro Lucantoni, con carni bovine e suine fresche e stagionate;

  • “L’Arte del Pastore” di Anna Runci, con formaggi vaccini e ovini;

  • “Le Sillabe” società agricola, che propone olio extravergine d’oliva e birra agricola;

  • “Agriselva” di Remo Valentini, con vini, legumi, cereali, pasta, farine, frutta;

  • “Azienda Agricola Loris Scarponi”, produttrice di uova.

La sindaca Vittoria Ferdinandi ha definito il mercato un luogo di incontro oltre che di commercio, sottolineando il suo valore comunitario. Ha affermato che cibo e terra sono elementi centrali per la cultura locale e strumenti di coesione sociale.

Secondo Enrico Parisi, l’esperienza umbra conferma come il movimento giovanile di Coldiretti abbia un potenziale rilevante in termini di innovazione e coinvolgimento.

Infine, è stato ricordato che le imprese agricole condotte da giovani in Italia presentano un tasso d’innovazione superiore alla media, con una maggiore propensione all’investimento. Questi elementi rafforzano il ruolo strategico della nuova generazione in ambito rurale, in una prospettiva di sostenibilità, filiera corta e sviluppo economico locale.

Il mercato, dunque, si configura come punto di riferimento per una spesa consapevole e un’alimentazione connessa al territorio. Parallelamente, rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare il tessuto economico locale e per avvicinare il pubblico urbano alla cultura agricola.

L’attenzione alla qualità, alla provenienza e alla tracciabilità dei prodotti si affianca a una crescente sensibilità verso i temi della biodiversità, della filiera corta e della sostenibilità ambientale. L’esperienza avviata a Ponte San Giovanni si inserisce in un modello replicabile, pensato per dare spazio ai giovani, sostenere l’agricoltura locale e rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento e informato.

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