Ancora una volta le imprese “discoteca” chiamate al sacrificio

Dal 30 dicembre fino al 31 gennaio le discoteche saranno costrette alla chiusura

Ancora una volta le imprese “discoteca” chiamate al sacrificio

Con ogni probabilità siamo giunti all’ultimo atto prima del fallimento di un intero settore che occupa 90.000 addetti e conta 2000 imprese sopravvissute alla schizofrenica gestione della crisi pandemica  degli ultimi due anni dei nostri governanti. Dalla stampa si apprende, (a tutt’ora manca la  pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), che dal 30 dicembre fino al 31 gennaio le discoteche saranno costrette alla chiusura cosi come sancito da un imminente Decreto Legge adottato dal Governo a poche ore dal giorno di Natale.


  Il Presidente – Luciano Zanchi


Niente discoteca neppure con la terza dose (e dire che l’enfatizzazione di questa  ennesima vaccinazione è a dir poco assordante). Tutti gli sforzi delle nostre imprese per riaprire sono stati vani, la programmazione delle nostre aziende cancellata senza alcun preavviso! Siamo profondamente delusi dalle scelte del Governo, sempre più alla deriva delle proprie improvvisazioni, incapace  di programmare strategie mediante l’adozione di norme chiare ed efficaci e sordo al confronto con le associazioni di categoria che, loro malgrado, conoscono le sottese  problematiche.

E’ adesso  indispensabile  che il Governo ascolti
gli imprenditori e che ponga in essere immediatamente le seguenti azioni:

  1. immediato risarcimento di tutti i danni  subiti e subendi al settore quale conseguenza dell’adozione del nuovo DL; 
  2. divieto assoluto  di tutte le attività di spettacolo che avvengano in bar e ristoranti o altri luoghi durante tutto il periodo di chiusura delle discoteche;
  3. Il risarcimento dovrà essere elargito  in modo rapido in favore di TUTTE le aziende titolari di Licenza di Pubblica Sicurezza abilitante al pubblico spettacolo con locale attivo al 22 dicembre 2021 e non utilizzando gli inattendibili Codici ATECO.

È assolutamente grave che lo stesso Governo e, in primis, il Ministro della Salute, non credano all’efficacia della prima, della seconda e della terza dose dei vaccini e neppure abbiano fiducia nei tamponi (siano essi antigenici rapidi  o molecolari) la loro idea è chiara: state a casa, ben distanziati ed in rigorosa apprensione.

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Cade dunque l’iniziale indicazione secondo cui, così come scritto nella bozza circolata fino a ieri, “L’accesso alle sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi o feste comunque denominate, aperti al pubblico, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde Covid-19, rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario”.

A breve vi aggiorneremo sulle iniziative che Assointrattenimento intende assumere in difesa del nostro comparto produttivo.

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