Aiuti alle attività economiche comuni con santuari religiosi, ma non basta

 
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Aiuti alle attività economiche comuni con santuari religiosi, ma non basta

Aiuti alle attività economiche comuni con santuari religiosi, ma non basta

“Dopo oltre quattro mesi il Governo pone finalmente rimedio all’esclusione di Assisi e dei comuni sede di santuari religiosi dall’elenco delle città a vocazione turistica che riceveranno contributi a fondo perduto per le attività economiche dei propri centri storici, messi in ginocchio dal calo delle presenze straniere causato dall’epidemia. È una battaglia che come Lega abbiamo condotto per primi, fin dal giorno di pubblicazione del Decreto “Agosto” prendendo ad esempio proprio la città di San Francesco e chiedendo che tutti i comuni turistici italiani fossero inclusi”.

Manovra, Briziarelli, Centinaio e Borgonzoni (Lega): bene gli aiuti alle attività economiche dei comuni con santuari religiosi, ma non si possono abbandonare tutti gli altri
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Così in una nota i senatori della Lega Luca Briziarelli, Gian Marco Centinaio, responsabile nazionale dipartimento Turismo e Lucia Borgonzoni. “Tuttavia – spiegano dal Carroccio – la misura è ancora assolutamente insufficiente e discriminatoria, le località individuate sono una goccia nel mare rispetto alle centinaia di comuni italiani che richiamano centinaia di migliaia di visitatori stranieri nel nostro Paese puntando spesso su specifici target legati alla cultura, all’artigianato, alle bellezze naturali o all’enogastronomia, le cui attività resteranno escluse dai contributi a fondo perduto.

I dati relativi alle chiusure delle attività economiche sono drammatici, ma ancora una volta il Governo continua a muoversi in ritardo e ad individuare soluzioni parziali ed insufficienti. Perché continuare a creare disparità o guerre tra poveri? Perché non prevedere un sostegno omogeneo che intercetti tutte le necessità di chi paga un conto salatissimo senza avere alcuna responsabilità? Restando in Umbria, solo per fare qualche esempio, i Comuni del Trasimeno, che contano quasi un milione di presenze, resteranno esclusi, al pari di Gubbio e dei Comuni soci dell’Associazione “Borghi più belli d’Italia”.

Altri comuni come Orvieto, Todi, Spoleto o Montefalco, pur avendo le carte in regola per essere considerati comuni turistici, dovranno sperare che i luoghi religiosi presenti nel loro territorio possano essere considerati “santuari” in funzione dell’elenco ufficiale redatto dal Vaticano. Fino al paradosso di un comune come Norcia che, pur potendo contare sul patrono d’Europa, rischia di restare escluso perché non è certo che la Basilica di San Benedetto possa essere considerata “santuario”.

Una situazione assurda che i ripeterà in tutta Italia. Come Lega continueremo a lavorare affinché disparità simili siano superate e perché i settori dimenticati da questo Governo possano ricevere le risorse necessarie a superare una crisi epocale che richiede capacità e visione strategica”.

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