Procura chiede archiviazione del caso dell’ex finanziere
La procura della Repubblica di Terni ha deciso di chiedere al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento relativo alla morte di Andrea Fiorelli, ex finanziere locale, scomparso nella tarda estate dello scorso anno. Il pubblico ministero Raffaele Pesiri, che dirigeva l’indagine aperta ad agosto con l’accusa di omicidio volontario a carico di ignoti, ha concluso che dietro il decesso non c’è responsabilità penale di alcuna persona.
Il fascicolo si chiude senza colpevoli
La ricostruzione dei fatti condotta dai militari dell’Arma, coadiuvati dai specialisti dei Reparti Investigativi Scientifici, ha portato a una conclusione radicalmente diversa dalle ipotesi iniziali che avevano acceso i riflettori su possibili responsabilità familiari.
Elementi probatori privi di tracce incriminanti
Gli accertamenti tecnici eseguiti all’interno della villetta situata nella zona periferica ternana, scrive Nicoletta Gigli su Il Messaggero, hanno prodotto risultati che allontanano qualsiasi coinvolgimento di terzi. Le ricerche delle tracce biologiche sul corpo del giovane figlio della vittima, condotte mediante il repertamento di materiale biologico e l’analisi delle vestimenta, non hanno rilevato la presenza di elementi ematici. La maglia e i pantaloni indossati durante la giornata dei fatti risultano completamente privi di qualsiasi macchia di sangue. Inoltre, le indagini dactiloscopiche non hanno consentito di individuare impronte riconducibili al ragazzo in nessun punto della scena dove è avvenuto il dramma.
Sequenze digitali e stato emotivo della vittima
L’esame approfondito dei dispositivi informatici utilizzati dall’ex professionista finanziario ha messo in luce una situazione psichica profondamente compromessa. I contenuti reperiti sui sistemi informatici rilevano una condizione di sofferenza esistenziale prolungata nel tempo, elemento che fornisce una spiegazione razionale alla scelta definitiva compiuta nella solitudine del garage domestico. Le comunicazioni intercettate attraverso i vari canali telematici, analizzate dai tecnici investigativi, costruiscono un quadro emotivo compatibile con una determinazione autolesionista maturata in solitudine.
La difesa del figlio accoglie con favore la decisione
I legali del ventiquattrenne, rappresentati da Marco Ravasio e Francesco Donzelli, esprimono soddisfazione per la conclusione raggiunta. Secondo gli avvocati, le investigazioni hanno confermato quanto loro affermavano sin dalle prime fasi: l’assoluta estraneità del giovane ai fatti. La fiducia riposta nel ragazzo dai suoi difensori è stata pienamente giustificata dai risultati tecnici acquisiti nel corso del procedimento. Gli stessi operatori dell’Arma hanno condotto verifiche minuziose su ogni aspetto della presenza del giovane nella villetta, incrociando dati derivanti da dispositivi mobili e sistemi informatici, senza mai rinvenire elementi di colpevolezza.
Le valutazioni degli altri consulenti legali
Roberto Romani, che assiste la moglie della vittima, accoglie positivamente il lavoro svolto dagli inquirenti. Il professionista sottolinea la metodicità con cui sono stati affrontati gli accertamenti, apprezzando il coordinamento tra la magistratura e il personale specializzato dell’Arma nel condurre un’indagine scrupolosa e attenta. Diversa la posizione di Massimo Oreste Finotto, che tutela gli interessi della figlia di Andrea Fiorelli: il legale dichiara di voler attendere la consultazione della documentazione processuale prima di esprimere valutazioni definitive sulla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero.

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