Morte di Andrea Prospero: ricette false per farmaci letali

Istigazione al suicidio, 18enne a processo a Perugia

La Procura indaga sul web e sulle reti di contatti

Di Tommaso Benedetti

La Procura di Perugia sta approfondendo il caso della morte di Andrea Prospero, giovane studente di informatica trovato morto nella città umbra. I farmaci utilizzati per il suicidio sono stati acquistati tramite una ricetta falsa, ottenuta con dati rubati a una dottoressa in pensione.

La trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” ha rivelato che queste ricette false vengono utilizzate illegalmente per procurarsi farmaci destinati a stordirsi, drogarsi o togliersi la vita. Un utente noto con il nickname “Chef” è coinvolto nella diffusione di queste ricette e nella vendita del sedativo usato da Prospero.

La ricetta falsificata riportava il nome della regione Abruzzo e quello della dottoressa, che ha dichiarato di essere in pensione da un anno e di non aver mai emesso tali prescrizioni. I dati personali della dottoressa sono stati rubati per creare ricette apparentemente autentiche ma in realtà contraffatte.

La Procura ha già indagato due giovani: uno per istigazione al suicidio e l’altro per spaccio di droga. Le indagini proseguono per chiarire le attività di Prospero sul web e le connessioni con le chat dell’orrore, dove si scambiano informazioni e materiali illegali.

Il caso solleva interrogativi sulla sicurezza dei dati personali e sull’uso illecito delle piattaforme online, evidenziando la necessità di interventi mirati per prevenire tragedie simili.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*