Detenuto si impicca in carcere, salvato da Penitenziaria, è grave in ospedale

Detenuto si impicca in carcere, salvato da Penitenziaria, è grave in ospedale

Detenuto si impicca in carcere, salvato da Penitenziaria, è grave in ospedale

«Ieri un detenuto di etnia marocchina ha tentato di impiccarsi nella sua cella nel carcere di Terni. Non appena se ne sono accorti, è stato rianimato nella Sezione detentiva e trasportato in ospedale. Ha 35 anni ed ristretto per reati di droga. Attualmente si trova in coma farmacologico presso l’ospedale. Il pur tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria ha sì evitato la morte dell’uomo, ma le sue condizioni sono comunque gravissime».

Sono le parole di Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE, che sottolinea come “ogni anno l’esperienza e la scrupolosità della Polizia penitenziaria cura il mal di vivere di migliaia di persone malgrado le note problematiche del sistema e, in particolare, della carenza d’organico”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta: “Questo nuovo drammatico evento critico commesso da un detenuto evidenzia come i problemi sociali e umani permangono, eccome!, nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia Penitenziaria a gestire queste situazioni di emergenza.

Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma essi rappresentano un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti”.

Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere – come a Terni – con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”, conclude Capece. “Ma non si può e non si deve ritardare ulteriormente la necessità di adottare urgenti provvedimenti: non si può pensare che la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri umbre e del Paese sia lasciata solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia”.

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