Guido Harari in mostra a Perugia tra volti e narrazione visiva

Guido Harari in mostra a Perugia tra volti e narrazione visiva

Dal 24 aprile a Palazzo della Penna “Occhi di Perugia” e due progetti fotografici

Si apre giovedì 24 aprile alle ore 18, presso il piano terra di Palazzo della Penna – Centro per le Arti Contemporanee, la mostra “Occhi di Perugia” di Guido Harari. Il progetto sarà visitabile fino a domenica 2 giugno e si compone di due sezioni: “Caverna Magica” e “Ritratti sospesi”, entrambe volte a raccontare visivamente la complessità sociale e umana della città.

La mostra intende restituire un’immagine frammentata ma coerente di Perugia, attraverso l’obiettivo di Harari, già noto per la sua capacità di cogliere l’essenza dei soggetti ritratti. “Occhi di Perugia” nasce come narrazione collettiva, incentrata su volti di cittadini, operatori sociali, membri di associazioni e persone che vivono la città in forme differenti.

Uno dei due percorsi, “Caverna Magica”, è un progetto fotografico in costante aggiornamento. Si tratta di una serie di ritratti prenotabili online sul sito www.cavernamagicaharari.com. Ogni partecipante può scegliere di essere fotografato da solo, in coppia, in gruppo, con un oggetto significativo o con il proprio animale. È consigliato l’uso di abiti scuri, ma non ci sono restrizioni di stile.

L’esperienza fotografica dura in media un’ora e comprende scatto, post-produzione e stampa. Ogni soggetto riceve una stampa Fine Art formato 33×48 cm, firmata e dedicata da Harari, mentre una copia sarà esposta nello spazio della mostra. Le fotografie realizzate andranno progressivamente ad arricchire l’esposizione stessa.

Il secondo segmento del progetto, “Ritratti sospesi”, nasce dalla collaborazione tra Guido Harari e alcune realtà del terzo settore. Coinvolte le associazioni Caritas, Capodarco, Omphalos, BorgoRete, Arci – Progetto Sai. I protagonisti dei ritratti sono operatori sociali e persone assistite, rappresentanti di storie spesso invisibili ma centrali per il tessuto umano della città.

Secondo quanto dichiarato dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, queste organizzazioni hanno avuto un ruolo essenziale nell’individuazione dei soggetti, fornendo accesso a contesti umani altrimenti difficili da documentare. La scelta di coinvolgere queste associazioni è nata dal desiderio di estendere lo sguardo dell’autore su una Perugia non stereotipata, autentica e plurale.

Al termine dell’esposizione, verrà pubblicato un volume fotografico intitolato “Occhi di Perugia”, curato da Wall of Sound e realizzato con il sostegno della Fondazione Innovarci. La pubblicazione fungerà da testimonianza del progetto e ne prolungherà l’impatto nel tempo.

Il finissage della mostra, previsto per domenica 2 giugno, includerà un’asta benefica delle fotografie esposte. Ogni scatto potrà essere acquistato e ritirato direttamente dai visitatori. L’intero ricavato sarà devoluto alle associazioni che hanno collaborato alla realizzazione del progetto, a conferma dell’approccio etico e partecipativo dell’iniziativa.

La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle 10 alle 19. Sono previste aperture straordinarie nei giorni lunedì 28 aprile e lunedì 2 giugno, in concomitanza con eventi festivi.

Attraverso “Caverna Magica”, Harari propone una modalità di ritratto che va oltre la semplice immagine: un processo di scoperta personale che coinvolge soggetti e autore in un’interazione dinamica. Il progetto intende offrire uno spazio di espressione e rappresentazione, dove l’individuo ritratto non è oggetto ma parte attiva della narrazione visiva.

Il sito ufficiale www.cavernamagicaharari.com è il punto di accesso per prenotare la propria sessione. Tutti i ritratti saranno prodotti e stampati in loco, diventando immediatamente parte integrante dell’esposizione, a sottolineare il carattere evolutivo e partecipato del progetto.

Guido Harari, noto per il suo lavoro nel campo del ritratto, conferma anche in questo contesto la propria attenzione verso la dimensione umana. La mostra “Occhi di Perugia” intende evidenziare la pluralità dei volti della città, offrendo un’interpretazione collettiva del presente perugino. Il lavoro esposto propone uno sguardo multiplo e diretto, che unisce soggetti noti e anonimi in una narrazione coerente.

L’iniziativa si inserisce nel calendario culturale cittadino, portando al centro dell’attenzione pubblica una riflessione sull’identità urbana contemporanea. L’adesione delle associazioni del territorio rafforza il valore documentario e sociale del progetto, estendendo il concetto di ritratto alla rappresentazione della comunità.

In conclusione, “Occhi di Perugia” si configura come un’opera collettiva in divenire, che attraverso la fotografia cerca di catturare e restituire la complessità dei volti che compongono la città. Un lavoro che mette al centro il tempo condiviso, l’ascolto reciproco e la costruzione di una memoria visiva aperta.

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