“Densità fluorescenti” visibile a Perugia fino a dicembre
È stata inaugurata il 14 maggio 2025 presso l’Istituto Italiano Design di Perugia la mostra “Densità fluorescenti” dell’artista Alessandro Lupi, a cura di Gaetano Corica e Gisella Gellini. L’esposizione, allestita nei nuovi spazi OEL – Open EcoSystem Lab dell’istituto, resterà aperta al pubblico fino al 13 dicembre. L’inaugurazione ha visto la partecipazione di oltre ottanta persone tra studenti, artisti, rappresentanti istituzionali e ospiti internazionali.
“Densità fluorescenti” è parte integrante del progetto europeo ECO-Light, vincitore del bando Eu/Mur dedicato all’internazionalizzazione dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il progetto è coordinato dall’Istituto Italiano Design, in collaborazione con il Conservatorio Briccialdi di Terni, l’Università Politecnica delle Marche e l’Accademia Poli-Arte di Ancona. L’iniziativa mira a promuovere il patrimonio artistico e culturale italiano all’estero attraverso una rete di eventi e attività incentrate sulla Cultura della Luce.
L’esposizione nasce come attività laboratoriale del corso “Light Art e Cultura della Luce”, parte dell’azione WP5 del progetto ECO-Light. Gli studenti dei corsi di Design e Multimedia dell’Istituto hanno curato rispettivamente l’allestimento e la comunicazione della mostra, in stretta collaborazione con i docenti Monica Pioggia e Nicola Alessandrini, e con lo stesso Alessandro Lupi. L’iniziativa ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con esperti del settore e di contribuire concretamente alla realizzazione di installazioni immersive, previste nell’ambito dell’azione WP3 del progetto.
All’evento inaugurale erano presenti numerose personalità di rilievo del panorama artistico e culturale, tra cui rappresentanti della Camera di Commercio Italo-Canadese e il promotore internazionale di fashion week Djamal Abdourahman, noto per il suo impegno tra Vancouver, Parigi, Londra, Milano e Tokyo. Il Consolato del Perù in Italia ha sottolineato l’importanza del dialogo interdisciplinare promosso da ECO-Light, riconoscendone la coerenza con gli obiettivi dell’azione WP8, dedicata alla sinergia tra culture e discipline artistiche.
Tra i visitatori anche Emidio De Albentis, ex direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, e la storica dell’arte Claudia Bottini, che ha sottolineato il valore tecnico e concettuale delle opere di Lupi, già oggetto di una precedente collaborazione con la curatrice Gisella Gellini nel progetto “Lightquake”, realizzato dal Museo Nazionale del Ducato di Spoleto in sinergia con MiBACT e Politecnico di Milano.
La mostra si inserisce a pieno titolo nel programma “Light Art for Unesco” previsto dall’azione WP3 del progetto ECO-Light. Questo obiettivo promuove l’adozione di linguaggi artistici innovativi capaci di incentivare la ricerca culturale e l’accessibilità attraverso eventi immersivi e installazioni coinvolgenti, aperte a un pubblico ampio e trasversale. “Densità fluorescenti” rappresenta in questo senso un esempio concreto di come la sperimentazione artistica possa fondersi con le finalità educative e divulgative del progetto europeo.
Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è la sua collocazione all’interno dell’Open EcoSystem Lab (azione WP2 del progetto), un’ex sala caveau trasformata in ambiente multimediale, già riconosciuto come case study da Samsung Italia. L’opera principale di Alessandro Lupi è ospitata in questo spazio, che ha assunto un ruolo centrale nel processo di rigenerazione urbana in prossimità del Parco della Pescaia. Grazie al contributo delle associazioni locali – tra cui Il Profumo dei Tigli, l’Unione Nazionale Consumatori, l’Associazione Legali Italiani e il Trust US – la mostra consolida il legame tra innovazione artistica e partecipazione civica.
Il progetto espositivo intende trasformare l’area urbana antistante l’istituto in un nuovo riferimento culturale per la città di Perugia, integrando l’arte contemporanea nei luoghi della vita quotidiana e valorizzando spazi non convenzionali. L’approccio adottato unisce la ricerca estetica con una riflessione sulla fruibilità pubblica dell’arte, in linea con le direttrici europee per la promozione della cultura urbana.
Al centro della mostra, le opere della serie “Densità Fluorescenti”, sviluppate da Alessandro Lupi a partire dal 1997. Si tratta di installazioni tridimensionali realizzate con fili di poliestere dipinti a mano con pigmenti fluorescenti e fotoluminescenti, che prendono vita grazie all’impiego di lampade di Wood. I corpi umani raffigurati appaiono solidi e compatti, ma in realtà sono composti in gran parte da vuoto, dando forma a strutture eteree e trasparenti in cui la luce stessa diviene materia.
Lupi riconduce il significato dell’opera al concetto di interconversione tra materia ed energia teorizzato da Einstein, ma anche ai meccanismi della percezione visiva studiati dalla psicologia della Gestalt e dall’arte astratta, in particolare da Kandinskij. Il risultato è un’esperienza sensoriale che induce il visitatore a riflettere sul rapporto tra realtà fisica, apparenza e percezione.
Nato a Genova e residente a Berlino, Alessandro Lupi ha costruito una carriera artistica fondata sull’analisi della relazione tra luce e processi cognitivi, con un’attenzione costante all’estetica e all’innovazione. La sua ricerca si articola attraverso un dialogo interdisciplinare che coinvolge scienziati, filosofi, fisici e sociologi, dando forma a installazioni capaci di esplorare i limiti della percezione e della rappresentazione.
Nel corso degli anni, Lupi ha esposto le sue opere in numerose istituzioni prestigiose a livello internazionale, tra cui la Biennale di Architettura di Venezia, gli Uffizi di Firenze, il Verket Museum di Avesta in Svezia e la Kunsthaus Tacheles di Berlino. Alcune sue installazioni sono oggi parte delle collezioni permanenti di spazi culturali di rilievo, come la Escuela Nacional de Bellas Artes di L’Avana e la Trubar House of Literature di Lubiana.
La mostra “Densità fluorescenti”, attraverso il linguaggio della Black Light Art, si inserisce nel solco di una tradizione che ha visto protagonisti del calibro di Lucio Fontana, Gianni Colombo e Dadamaino. La tecnica della lampada di Wood e dei materiali fluorescenti, sperimentata sin dal 1949, continua a rappresentare uno strumento espressivo attuale e dinamico per indagare le possibilità formali della luce e le sue implicazioni simboliche e percettive.
L’esposizione presso l’Istituto Italiano Design si conferma dunque come un punto di incontro tra formazione, ricerca, creatività e innovazione, contribuendo alla definizione di un nuovo spazio culturale a Perugia e alla diffusione della cultura visiva contemporanea.

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