Intercettazioni vìolano segreto legale al carcere di Capanne

Intercettazioni vìolano segreto legale al carcere di Capanne

Camera penale proclama agitazione per difendere diritto difesa

Perugia reagisce con durezza dopo la scoperta di intercettazioni ambientali che hanno registrato colloqui riservati tra legali e detenuti. La Camera penale di Perugia ha proclamato lo stato di agitazione permanente. L’azione segue la denuncia di gravi violazioni del segreto professionale all’interno del carcere Capanne. Il consiglio direttivo annuncia nuove iniziative se non arriveranno risposte concrete dalle autorità giudiziarie.

Avvocati e detenuti intercettati, in violazione del segreto professionale

Microspie audio e video hanno captato dialoghi coperti da garanzia costituzionale. L’operazione era stata autorizzata nel corso di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Gennaro Iannarone. L’indagine riguardava una legale del foro di Perugia. Le apparecchiature però hanno registrato anche le conversazioni di altri 28 detenuti. Coinvolti pure una quindicina di avvocati estranei al procedimento.

Le sale colloquio finite sotto controllo senza filtri preventivi

Gli investigatori avrebbero attivato i dispositivi in tutte e quattro le sale colloquio del carcere Capanne. L’attivazione è avvenuta senza sistemi di filtro. Per i penalisti si tratta di una scelta dettata da praticità o da errore. Il risultato è stato l’ascolto indiscriminato di incontri protetti dalla legge. Il segreto professionale tutela ogni confronto tra difensore e assistito. Nessuna interferenza esterna è ammessa.

Le registrazioni non utili restano comunque agli atti giudiziari

Le intercettazioni considerate “non utili” non sono state trascritte. Tuttavia i file audio e video restano nella disponibilità della procura. Anche i difensori degli indagati possono accedervi. A rendere pubblica la vicenda è stato l’avvocato Alessandro Cannevale. La situazione è emersa durante un’intervista rilasciata alla “Verità”. Per la Camera penale l’accaduto rappresenta una ferita al diritto di difesa.

La richiesta di incontro urgente al procuratore generale

Il presidente della Camera penale Luca Gentili ha chiesto un colloquio immediato. Il destinatario è il procuratore generale presso la Corte d’Appello  Sergio Sottani. A lui spetta la vigilanza sugli uffici requirenti del distretto. Ha anche competenza sull’azione disciplinare verso la polizia giudiziaria. L’obiettivo è ottenere garanzie sulla tutela dei colloqui riservati. La protesta dei penalisti di Perugia non si fermerà fino a quando non saranno adottate misure. Lo stato di agitazione è già operativo e coinvolge l’intera categoria forense locale.

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