Umbria, nuove regole caccia cinghiale, ridotti territori squadre

Umbria, nuove regole caccia cinghiale, ridotti territori squadre

Meloni: più efficacia contro PSA e danni all’agricoltura umbra

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato le nuove disposizioni per la caccia al cinghiale in forma collettiva. Il provvedimento, proposto dall’assessore Simona Meloni, mira a rafforzare il contenimento della specie e il contrasto alla Peste Suina Africana (PSA). L’azione si allinea al Piano d’azione nazionale 2026-2028. L’obiettivo è abbattere 32.500 capi nel periodo maggio 2026-aprile 2027. La misura risponde ai gravi danni arrecati all’agricoltura e alla sicurezza stradale.

Riduzione delle superfici per le grandi squadre

Il nuovo regolamento prevede una rimodulazione degli spazi venatori. Le squadre che nella stagione 2025/2026 disponevano di oltre 1.500 ettari totali o 1.000 ettari boscati subiranno una riduzione di almeno il 10% della superficie. Questa decurtazione non si applica se il territorio residuo scende sotto la soglia minima. Gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) dovranno individuare aree idonee per la caccia singola e la girata. L’intento è superare le sovrapposizioni e ottimizzare l’uso del territorio, evitando zone assegnate ma non sfruttate regolarmente.

Stabilizzazione e blocco nuove iscrizioni

Per la stagione 2026/2027, gli ATC confermeranno i settori esistenti, al netto delle riduzioni. È stato disposto il blocco delle iscrizioni per nuove squadre. Questa scelta mira a stabilizzare il quadro territoriale durante l’avvio delle nuove regole. Permette inoltre una valutazione più puntuale dei risultati ottenuti. La misura garantisce continuità operativa alle formazioni già attive. Evita frammentazioni che potrebbero indebolire l’efficacia complessiva del piano di contenimento faunistico regionale.

Meritocrazia e responsabilizzazione dei cacciatori

Introduce un criterio di responsabilità basato sui risultati. Le squadre che non raggiungeranno gli obiettivi di prelievo stabiliti dagli ATC subiranno ulteriori sottrazioni di superficie nella stagione 2027/2028. Gli ATC dovranno riorganizzare i settori per garantire maggiore equità. “Chi ha territorio assegnato deve contribuire concretamente”, sottolinea Meloni. Il sistema premia chi ottiene risultati verificabili. Si vuole valorizzare l’efficienza operativa, assicurando che ogni metro quadrato assegnato produca effetti tangibili nel controllo della popolazione animale.

Convivenza tra diverse forme di prelievo

Le nuove norme non introducono privilegi né penalizzazioni arbitrarie. L’obiettivo è far convivere caccia collettiva, singola e girata senza interferenze. Una pianificazione chiara definisce spazi e responsabilità. La rimodulazione riguarda esclusivamente la gestione del cinghiale. Le altre forme di caccia tradizionale restano invariate, seguendo i calendari vigenti. La Regione punta a un sistema ordinato ed equo. La tutela del comparto agricolo e la prevenzione sanitaria restano priorità assolute per l’amministrazione regionale umbra.

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