Giustizia digitale, Perugia denuncia gravi disservizi

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Nel distretto umbro sistemi bloccati e supporti carenti!

La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia lancia l’allarme sulle condizioni della giustizia digitale nel distretto umbro e segnala al Ministero della Giustizia una serie di criticità considerate ormai rilevanti per il funzionamento quotidiano degli uffici requirenti. Nella nota trasmessa al Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica vengono evidenziati problemi operativi che, secondo la Procura Generale, stanno incidendo in maniera concreta sull’efficienza delle attività giudiziarie. Nel documento viene comunque ribadita la piena stima istituzionale verso i dirigenti ministeriali, la Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati e il CISIA competente per territorio, pur sottolineando la necessità di interventi urgenti.

Assistenza informatica sotto pressione

Tra gli aspetti maggiormente contestati emerge il nuovo modello di assistenza tecnica. Secondo quanto rappresentato nella comunicazione inviata al Ministero, il sistema avrebbe evidenziato limiti significativi legati ai tempi di attuazione molto ristretti e alla riduzione del supporto diretto sul territorio. La Procura Generale segnala inoltre una frammentazione delle competenze tra i vari livelli di assistenza, elemento che renderebbe più complessa la gestione dei problemi quotidiani. A questo si aggiungerebbe una scarsa efficacia del supporto da remoto in diverse situazioni operative. Le difficoltà, viene spiegato, non riguardano soltanto l’assistenza tecnica ma anche il funzionamento degli applicativi utilizzati negli uffici giudiziari. In alcuni casi i sistemi risulterebbero inutilizzabili persino per intere giornate lavorative, con pesanti conseguenze sull’attività amministrativa e investigativa.

Wi-Fi assente da quattro anni

Uno dei punti più critici segnalati riguarda la Procura Generale di Perugia, dove il servizio Wi-Fi non sarebbe ancora operativo nonostante l’infrastruttura sia stata installata da oltre quattro anni.

La situazione viene definita un limite evidente all’utilizzo delle tecnologie in un contesto ormai completamente digitalizzato. Nella nota si ricorda inoltre che il problema sarebbe stato già segnalato più volte agli uffici competenti senza che si sia arrivati a una soluzione definitiva. Per la Procura Generale, il mancato avvio del servizio rappresenta una delle anomalie più emblematiche delle difficoltà che interessano il sistema informatico giudiziario.

Problemi nelle comunicazioni con la polizia giudiziaria

Particolarmente delicata anche la criticità relativa alla trasmissione delle deleghe alla polizia giudiziaria tramite il portale dedicato. Secondo quanto riferito, diversi invii non risulterebbero recapitati correttamente e il sistema non prevederebbe meccanismi affidabili di allerta per segnalare il mancato invio. Una situazione che costringe le segreterie a controlli manuali continui, fascicolo dopo fascicolo, con inevitabili rallentamenti delle procedure. La problematica avrebbe coinvolto anche procedimenti molto sensibili, tra cui quelli legati al codice rosso e all’esecuzione di misure giudiziarie. Nonostante le segnalazioni effettuate attraverso il sistema di ticketing, al momento non sarebbero ancora arrivate soluzioni risolutive.

Intelligenza artificiale ancora inattiva

Nel documento viene affrontato anche il tema della funzionalità di intelligenza artificiale prevista nella banca dati di merito. La Procura Generale segnala infatti la perdurante inattività dello strumento e l’assenza di indicazioni certe sui tempi necessari al ripristino. Una carenza ritenuta particolarmente pesante perché incide direttamente sulle attività di ricerca giurisprudenziale e analisi dei precedenti, ormai considerate essenziali per il corretto esercizio delle funzioni requirenti. La nota inviata al Ministero chiede quindi una verifica tecnica urgente delle problematiche evidenziate e sollecita una comunicazione più tempestiva e strutturata sui tempi di risoluzione dei disservizi.

L’appello al Ministero

L’iniziativa della Procura Generale si inserisce in un quadro di collaborazione istituzionale con il Ministero della Giustizia e punta a ottenere un rafforzamento dell’efficienza dei sistemi informatici utilizzati negli uffici giudiziari. L’obiettivo indicato nella comunicazione è quello di garantire maggiore affidabilità tecnologica e migliorare la qualità complessiva del servizio giustizia, in una fase in cui la digitalizzazione rappresenta ormai un elemento centrale per il funzionamento dell’intero apparato giudiziario.

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