L’associazione denuncia sprechi e piste poco sicure
FIAB Perugia Pedala accende nuovamente il dibattito sulla mobilità sostenibile a Perugia e denuncia anni di “occasioni mancate” nella progettazione delle infrastrutture dedicate alle biciclette.
Secondo l’associazione, negli ultimi anni il Comune avrebbe investito risorse pubbliche senza una reale strategia complessiva, dando vita a interventi frammentari, spesso scollegati tra loro e privi dei requisiti necessari per garantire sicurezza e continuità ai ciclisti. FIAB parla apertamente di opere “ridimensionate”, manutenzione insufficiente e infrastrutture che, in alcuni casi, avrebbero mostrato criticità già pochi mesi dopo la realizzazione.
“Non basta disegnare una bicicletta sull’asfalto per parlare di mobilità ciclabile”, afferma il presidente Paolo Festi, sottolineando come una città realmente ciclabile debba essere costruita attraverso una rete continua, sicura e collegata ai principali servizi urbani, alle scuole, ai quartieri e al trasporto pubblico.
L’associazione punta il dito contro l’utilizzo ritenuto improprio di strumenti previsti dal Codice della strada, come corsie ciclabili e strade urbane ciclabili, che secondo FIAB sarebbero stati spesso adottati come semplici “scorciatoie progettuali” senza reali interventi di moderazione del traffico, controllo della velocità o protezione degli utenti più vulnerabili.
Tra gli esempi citati figura Ponte San Giovanni, dove il progetto iniziale della rete ciclabile sarebbe stato progressivamente ridimensionato. In particolare, FIAB critica la soluzione adottata in via Manzoni, dove il disegno originario prevedeva due corsie bidirezionali separate e protette, successivamente sostituite da una sola corsia in direzione di marcia. Secondo l’associazione, il ritorno ad anello previsto attraverso via Bixio, trasformata in strada ciclabile senza interventi di sicurezza o riduzione della velocità, rappresenterebbe “un errore madornale”.
Critiche anche per San Sisto, dove FIAB contesta la realizzazione di collegamenti ritenuti poco funzionali all’interno del quartiere e la scelta di prevedere un ponte ciclopedonale su viale San Sisto invece di intervenire direttamente sulla viabilità esistente. Secondo l’associazione, i progetti legati ad Agenda Urbana avrebbero privilegiato percorsi periferici e aree verdi piuttosto che connessioni realmente utili agli spostamenti quotidiani dei residenti.
Un altro caso evidenziato riguarda Ponte Pattoli, dove sarebbe stato abbandonato il progetto di collegamento tra la ciclabile del Tevere e i principali poli del quartiere, rinunciando — sostiene FIAB — a un’infrastruttura che avrebbe potuto incentivare concretamente l’uso della bicicletta.
Particolarmente duro il giudizio su viale Trancanelli. Qui, ricorda l’associazione, a pochi mesi dalla realizzazione della nuova pista ciclabile finanziata con fondi PNRR sarebbero emersi problemi evidenti, con erba e tubazioni affiorate dal fondo stradale. A distanza di due anni, denuncia FIAB, non sarebbero ancora stati effettuati interventi risolutivi per garantire condizioni adeguate di sicurezza e decoro.
Secondo l’associazione, il risultato di questa situazione è duplice: da una parte si sprecherebbero fondi pubblici senza ottenere benefici reali, dall’altra si alimenterebbe nell’opinione pubblica l’idea che la mobilità ciclabile sia inefficace o poco praticabile. Per FIAB, invece, sono proprio le infrastrutture progettate male a scoraggiare l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani.
Nel documento l’associazione ricorda inoltre di aver già inviato al Comune segnalazioni, istanze formali e richieste di intervento sulle criticità rilevate, chiedendo verifiche tecniche e manutenzioni puntuali. Le problematiche sarebbero state illustrate anche alla sindaca Vittoria Ferdinandi durante un recente incontro, nel quale — riferisce FIAB — sarebbe emersa disponibilità all’ascolto da parte dell’amministrazione comunale.
L’associazione chiede ora un “cambio di passo reale”, fondato su controlli più rigorosi, manutenzione costante e una pianificazione organica della mobilità sostenibile. Tra le proposte avanzate c’è quella di destinare una parte dell’avanzo di bilancio comunale alla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti e alla redazione del Biciplan cittadino.
Per FIAB il Biciplan rappresenta uno strumento indispensabile per superare anni di interventi isolati e costruire finalmente una rete ciclabile continua, riconoscibile e sicura, capace di collegare quartieri, scuole, università, uffici pubblici, aree commerciali e stazioni del Minimetrò.
“La mobilità sostenibile non può essere solo uno slogan da campagna elettorale”, conclude Festi. “Serve una politica urbana concreta che metta davvero al centro sicurezza, qualità dello spazio pubblico e diritto delle persone a muoversi senza dipendere esclusivamente dall’auto privata”.


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