Beata Colomba da Rieti guida la memoria e la devozione

Beata Colomba da Rieti guida la memoria e la devozione

Un legame che si rinnova attraverso i secoli

di RitaPaltracca

Perugia, 6 maggio 2026 – La celebrazione dedicata alla Beata Colomba da Rieti riporta al centro della vita cittadina una figura che continua a esercitare un forte richiamo spirituale e culturale. Il monastero che porta il suo nome è affacciato sul tratto finale di corso Garibaldi, 191 nel cuore della Perugia più antica, nel rione di Porta Sant’Angelo, diverrà fulcro di una giornata che intreccia memoria, fede e storia.

L’appuntamento è per mercoledì 20 maggio 2026 con un programma essenziale ma denso di significato. Alle ore 17:00 la presentazione del volume di San Bartolo Longo dedicato alla Beata Colomba, ore 18:00 Santa Messa presieduta dal vescovo di Rieti, mons. Vito Piccinonna a seguire ore 19:00 un momento conviviale per concludere il pomeriggio in amicizia e devozione. Una percorso che restituisce il senso di una comunità raccolta attorno a un’eredità spirituale radicata nel territorio. L’iniziativa è a cura dell’Associazione Culturale Beata Colomba.

Beata Colomba da Rieti guida la memoria e la devozione

Il monastero domenicano della Beata Colomba, ha la sua identità storica, custodisce la memoria e ne conserva le reliquie restando un luogo vivo, dove storia e devozione si intrecciano per offrire alla comunità ancora oggi un punto di orientamento. Nella facciata del monastero una lapide ricorda l’incontro tra San Francesco e San Domenico nel 1220, mentre la colomba in cotto sopra il portale e la pietra destinata alle elemosine compongono un insieme che racconta un passato stratificato. Un piccolo scrigno di bellezza, arte e fede.

La Beata Colomba al secolo Angelella Colomba Petrozzi, nacque a Rieti nel 1467, mostrò fin da bambina una forte inclinazione alla preghiera e alla penitenza. La tradizione racconta che una colomba si posò sul fonte battesimale durante il suo battesimo, segno interpretato come un presagio di predilezione divina, in seguito divenne la sua scelta di vita. Una vita contrastata dalla famiglia che l’aveva promessa in sposa già a soli dodici anni. Entrò nel terz’ordine domenicano nel 1486 e due anni dopo lasciò Rieti con l’intenzione di raggiungere Siena, città di Santa Caterina suo modello spirituale, ma il viaggio si interruppe a Perugia, dove fondò il monastero delle Colombe, destinato ad accogliere giovani donne decise a seguire la vita monastica. Fu una figura carismatica nella Perugia del Quattrocento, la donna ebbe un ruolo attivo nella vita politica cittadina, intervenendo per attenuare tensioni e conflitti. Le sue estasi, le visioni e la capacità di dialogare con magistrati e popolani la resero una presenza ascoltata , predisse avvenimenti, consigliò capitani militari e incontrò papa Alessandro VI, al quale annunciò difficoltà imminenti. Fu vicina alla famiglia Baglioni, in particolare ad Atalanta, madre di Grifonetto, ucciso nelle nozze di sangue del 1500. Morì nel 1501 a soli 34 anni, lasciando un’impronta profonda nella città che le tributò un funerale solenne.

Una memoria che continua a parlare al presente nel quale ogni anno si rinnova un legame che attraversa i secoli.

Per informazioni: tel.333.2941975

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