A Perugia la comunità ricorda il parroco di Piccione amato
Una comunità intera si è ritrovata nel giorno della Festa dei lavoratori per ricordare una figura rimasta profondamente nel cuore di generazioni di cittadini. Si è svolta il primo maggio la cerimonia di intitolazione del parco giochi dell’area verde di Piccione a don Mariano Cesaroni, parroco storico della frazione perugina, scomparso improvvisamente nel 2014 dopo oltre quarant’anni di servizio pastorale e sociale.
Don Mariano Cesaroni, nato nel 1940 e ordinato sacerdote nel 1965, era arrivato a Piccione nel 1969. Da quel momento il suo legame con il territorio è diventato sempre più forte, accompagnando per decenni la crescita della comunità e diventando un punto di riferimento non soltanto religioso ma anche umano.
Un parroco vicino alla gente
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un sacerdote semplice, diretto e sempre disponibile. Un parroco “verace”, capace di instaurare un rapporto autentico con i fedeli e con tutti coloro che incontrava quotidianamente.
Negli anni il suo servizio si era esteso anche alle comunità di Fratticiola Selvatica, Ramazzano e Pilonico Paterno, territori nei quali aveva lasciato un segno profondo grazie alla costante presenza nelle attività religiose e sociali.
La sua dedizione era stata riconosciuta anche dalla Chiesa. Su richiesta dell’arcivescovo Chiaretti, papa Benedetto XVI gli aveva infatti conferito il titolo di “cappellano di sua santità”, attribuendogli la nomina a monsignore.
La richiesta delle associazioni del territorio
L’intitolazione del parco giochi è nata dalla volontà condivisa delle associazioni della frazione: Pro Loco Piccione, Circolo Arci Piccione e Asd Piccione Calcio. La proposta è stata successivamente esaminata dalla commissione toponomastica del Comune di Perugia, che si è espressa favorevolmente all’unanimità.
Alla cerimonia erano presenti la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il consigliere comunale Nicola Paciotti, vicepresidente della commissione toponomastica, don Giovanni Yang che ha impartito la benedizione alla targa commemorativa, e Giuseppe Adiuto, presidente della Pro Loco di Piccione.
“Un affetto rimasto vivo nel tempo”
Nel suo intervento Nicola Paciotti ha ricordato il percorso amministrativo che ha portato all’intitolazione, spiegando come la normativa nazionale imponga un periodo di almeno dieci anni dalla morte prima di poter dedicare uno spazio pubblico a una persona.
“La richiesta arrivata nel 2025 e approvata all’unanimità – ha sottolineato – dimostra quanto fosse ancora forte il legame della comunità con don Mariano”. Secondo il consigliere, proprio il permanere di questo sentimento collettivo ha confermato il valore umano lasciato dal sacerdote nel territorio.
Il ricordo della sindaca Ferdinandi
Nel corso della cerimonia la sindaca Vittoria Ferdinandi ha evidenziato il significato simbolico della giornata, sottolineando il valore dell’impegno e della cura verso gli altri incarnato da don Mariano nel corso della sua lunga esperienza pastorale.
Per la prima cittadina, dedicare uno spazio frequentato dalle nuove generazioni a una figura così amata rappresenta anche un messaggio rivolto al futuro, fondato sui valori della disponibilità, del servizio e dell’umiltà.
La scelta del primo maggio, ha aggiunto la sindaca, assume inoltre un significato particolare perché richiama l’idea del lavoro inteso come attenzione concreta verso le persone, le comunità e i luoghi vissuti quotidianamente. Un esempio che, secondo molti presenti, don Mariano Cesaroni ha rappresentato per quasi mezzo secolo nella realtà perugina.

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