Il Comune nega l’espansione voluta dalla multinazionale
Fdd blocca – Il Comune di Perugia ha respinto il progetto di ampliamento del centro commerciale di Collestrada. La proposta, avanzata dalla società proprietaria del complesso, la multinazionale EUROCOMMERCIAL, prevedeva un’estensione significativa della struttura commerciale situata nei pressi del nodo viario di Ponte San Giovanni.
Il rigetto dell’istanza ha suscitato la reazione di Confindustria Umbria, che ha espresso forte disappunto per la decisione dell’amministrazione comunale. Secondo l’associazione degli industriali, l’interruzione del percorso autorizzativo rappresenterebbe un freno agli investimenti e allo sviluppo economico locale, in particolare quando provengono da attori esteri con capitali rilevanti.
EUROCOMMERCIAL, società olandese quotata in Borsa, è titolare di 25 centri commerciali in Europa, tra cui quello di Collestrada. L’espansione proposta avrebbe comportato un incremento della superficie lorda disponibile per le attività commerciali e una riorganizzazione della viabilità nell’area. Tuttavia, secondo il Comune di Perugia, l’impatto sull’assetto urbano, ambientale e socioeconomico sarebbe stato eccessivo, inducendo l’ente a negare l’approvazione.
Il centro di Collestrada è già da tempo oggetto di dibattito a livello locale, a causa del suo impatto sul traffico nell’area limitrofa, in particolare nel quartiere di Ponte San Giovanni. Gli ingorghi frequenti e la pressione sulla rete viaria sono considerati da molti residenti una diretta conseguenza dell’elevata affluenza al centro commerciale.
Il diniego dell’amministrazione comunale si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul modello di sviluppo territoriale, sulla tenuta del commercio di prossimità e sulla sostenibilità ambientale. Secondo numerosi studi economici, ogni nuovo posto di lavoro generato dalla grande distribuzione può determinare la perdita di un numero doppio o triplo di occupazioni nei negozi indipendenti, con effetti significativi sulla vitalità economica dei centri storici e delle periferie.
Confindustria ha contestato questa visione, sostenendo che bloccare interventi infrastrutturali e commerciali di questa portata significa rinunciare a opportunità di crescita e occupazione. In particolare, l’associazione ha richiamato la necessità di attrarre capitali internazionali e favorire un clima positivo per gli investitori, specialmente in un’area come l’Umbria che, secondo l’ente, ha bisogno di rilanciare la propria competitività.
L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, ha motivato la scelta come parte di una strategia volta a preservare il tessuto economico locale, limitare la cementificazione e promuovere forme di sviluppo compatibili con l’identità del territorio. La decisione arriva in un momento in cui cresce la sensibilità rispetto ai temi del consumo di suolo, del rispetto per l’ambiente urbano e della valorizzazione delle economie locali.
Il centro commerciale di Collestrada, realizzato negli anni Novanta, è già tra le principali strutture di vendita dell’Umbria e rappresenta uno dei poli attrattivi più rilevanti per la zona. Il suo ampliamento avrebbe comportato anche nuove opere viarie e potenzialmente un ulteriore aumento del traffico nella zona orientale del capoluogo. La giunta ha ritenuto che i benefici promessi dal progetto non compensassero i costi in termini di impatto urbanistico e sociale.
Nel dibattito si inserisce anche il tema della desertificazione commerciale. La crescita della grande distribuzione è spesso correlata alla chiusura di esercizi di vicinato, in particolare nei centri minori e nei quartieri residenziali. Questo fenomeno produce effetti di lungo termine sulla coesione sociale e sulla qualità della vita, con interi territori che vedono ridursi i propri servizi e luoghi di aggregazione.
Il rifiuto all’espansione del centro di Collestrada è stato accolto con favore da numerosi gruppi civici e comitati locali, che da tempo si oppongono a nuove edificazioni nella zona. Secondo queste realtà, il territorio perugino ha già pagato un prezzo elevato in termini di congestione, perdita di suolo agricolo e impoverimento del tessuto urbano.
Resta ora da comprendere se la decisione del Comune di Perugia potrà generare un contenzioso amministrativo o eventuali ricorsi da parte della società proponente. EUROCOMMERCIAL non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali dopo la bocciatura, ma secondo fonti di stampa starebbe valutando le opzioni a sua disposizione.
Il caso di Collestrada riaccende il dibattito sull’equilibrio tra attrazione degli investimenti e tutela degli interessi collettivi, tra crescita economica e qualità dello sviluppo, in un momento in cui le amministrazioni locali sono chiamate a scelte sempre più complesse nel governo del territorio.

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