Il primo appuntamento è con Giulio Vaccaro ed Emanuela Monini
di RitaPaltracca
Si svolgerà, domani mercoledì 7 maggio alle ore 17.30 alla Sala dei Legisti della Fondazione Orintia Carletti Bonucci – Palazzo Baldeschi (via Baldeschi , 2) a Perugia la prima delle conferenze “Una città e il suo territorio: testi inediti in volgare perugino dell’Archivio di Stato di Perugia” in compagnia di Giulio Vaccaro e Emanuela Monini, che affronterano la specificità di Perugia tra le realtà urbane dell’Italia linguistica mediana del Medioevo.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di: Daniele Lupattelli, Consigliere della Fondazione Orintia Carletti Bonucci; Roberto Rettori, Delegato del Rettore alla Terza Missione e Fabio Fatichenti, Società Geografica Italiana.

La città si caratterizza infatti come il centro più vivace, tanto dal punto di vista della lingua letteraria (è perugina l’unica silloge poetica municipale del Trecento) quanto da quello della lingua “civile”.
Perugia è la prima città, dopo Siena, in cui la lingua delle leggi cittadine è il volgare, così, a partire dagli Statuti del 1342, si assiste a una produzione varia e composita, sia per ciò che riguarda alcune decisione assunte dal Consiglio dei Priori sia per ciò che riguarda la concessione delle Gabelle.
In questa documentazione, conservata oggi presso l’Archivio di Stato di Perugia, i due relatori hanno scoperto oltre duecento testi in volgare perugino datati tra gli Statuti del 1342 e la morte di Braccio da Montone (1424).
Si tratta di un patrimonio fino a oggi inedito e inesplorato che testimonia, tuttavia, la fiera autonomia del Comune di Perugia e il suo tentativo di resistere alle mire espansionistiche dello Stato della Chiesa.
L’ingresso è libero e gradito

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