Arturo Barba inaugura a Collescipoli con suoni iberici
Prende il via sabato 3 maggio, alle ore 18:00, presso la Collegiata di San Nicolò, l’edizione 2025 dell’Hermans Festival – concerti d’organo. Il primo dei quattro appuntamenti previsti nel mese di maggio vede protagonista il Maestro Arturo Barba, organista di fama internazionale, con un programma interamente dedicato alla tradizione musicale spagnola tra XVI e XVIII secolo.
L’inaugurazione della rassegna si inserisce in un contesto suggestivo, quello della Collegiata di San Nicolò, che ospita anche quest’anno il ciclo organistico promosso per valorizzare la musica antica attraverso interpreti di rilievo e repertori rari. Barba aprirà il festival con una selezione di composizioni che coprono un ampio arco temporale e stilistico del barocco iberico, unendo brani anonimi tramandati da raccolte settecentesche a opere di grandi autori attivi nelle cappelle reali e nelle cattedrali spagnole.
Il programma si apre con Batalla de quinto tono, tratto dalla raccolta Flores de Música compilata da Antonio Martín y Coll, figura centrale nella trasmissione del repertorio organistico spagnolo tra Seicento e Settecento. Segue una celebre pagina di Antonio de Cabezón, organista della Cappella Reale di Carlo V e Filippo II, che propone variazioni sulla Pavana Italiana, brano simbolo della commistione tra stile spagnolo e influenze europee.
Ampio spazio viene dedicato poi alla figura di Francisco Correa de Arauxo, compositore e teorico tra i più influenti del primo Seicento, di cui sarà eseguito il Tiento de quinto tono diatonico por fefaut, estratto dalla sua Facultad orgánica, pubblicata nel 1618. Di nuovo anonime ma piene di vitalità popolare, le danze comprese nella sezione centrale del concerto – tra cui la Zarabande, il Baile del Granduca e la Danza del Hacha – restituiscono il clima festoso e ritmicamente articolato della musica da tastiera dell’epoca.
Altro nome fondamentale del repertorio iberico, Juan Bautista Cabanilles, rappresenta la maturità del barocco organistico spagnolo. Due le sue composizioni in programma: la brillante Xàcara e la celebre Batalla Imperial, esempio di scrittura virtuosistica e di elaborazione sonora legata alle sonorità guerriere. Chiude il concerto la Sonata de 6º tono di José Moreno Polo, autore del XVIII secolo attivo presso la Cattedrale di Albarracín e nelle Cappelle Reali di Fernando VI e Carlo III.
Arturo Barba, protagonista dell’inaugurazione, è attualmente docente presso il Conservatorio Superiore di Musica di Valencia. La sua attività concertistica lo ha portato a esibirsi nei principali festival organistici internazionali e in sedi di prestigio, tra cui la Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, Notre Dame a Parigi, l’Abbazia di Westminster a Londra, la Cattedrale Cattolica di Mosca, oltre a numerose altre cattedrali europee come quelle di Colonia, Varsavia, Bruges, Losanna, Bratislava, Riga, Siviglia e Barcellona.
Oltre all’attività solistica, ha collaborato con l’Orchestra di Valencia e l’Orchestra dell’Opera di Valencia nell’esecuzione del repertorio sinfonico con organo, diretto da importanti bacchette quali Zubin Mehta, Fabio Luisi, Michel Plasson, Cristóbal Halffter, James Gaffigan, Marc Minkowski, Plácido Domingo, Fabio Biondi e Gustavo Gimeno. Ha inciso per la Radio Nacional de España e pubblicato registrazioni in CD come solista.
Nel corso della sua carriera, Barba ha maturato un’ampia esperienza interpretativa attraverso l’attività su strumenti storici, tra cui organi firmati da Schnitger, Silbermann, Callido, Nacchini, Cavaillé-Coll, Merklin, Bosch, ed Echevarria. Il contatto diretto con questi strumenti ha rappresentato un’importante fonte di studio e approfondimento filologico.
Originario di Valencia, ha studiato pianoforte e organo presso il Conservatorio Superiore della sua città, dove si è diplomato con il Premio Straordinario sotto la guida di Vicente Ros. Ha poi proseguito gli studi a Madrid e partecipato a corsi internazionali di perfezionamento con esperti quali Ton Koopman, Leo van Doeselaar, Ludger Lohmann, Luigi Ferdinando Tagliavini, Michel Bouvard, Olivier Latry, Montserrat Torrent e Lorenzo Ghielmi, specializzandosi in diversi ambiti stilistici, dalla musica iberica a quella francese e italiana. È inoltre dottore di ricerca in Architettura presso l’Università Politecnica di Valencia.
Il prossimo appuntamento dell’Hermans Festival 2025 è previsto nei prossimi giorni, sempre nella cornice della Collegiata di San Nicolò, con un nuovo protagonista e un repertorio che continuerà a valorizzare le molteplici espressioni del patrimonio organistico europeo.

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