La terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo 2025
Confronto intenso al Festival – La terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo 2025 si è aperta il 10 aprile a Perugia, unendo alcune delle voci più influenti e coraggiose del panorama giornalistico globale. Il programma di questa giornata ha messo al centro il ruolo fondamentale dell’informazione indipendente in un mondo segnato da conflitti, censura e manipolazione delle notizie. Tra gli ospiti principali, il Premio Nobel per la Pace Maria Ressa, la direttrice di Kyiv Independent Olga Rudenko, la scrittrice e attivista Mona Eltahawy, e il reporter dell’AFP Dylan Collins, sopravvissuto a due attacchi mirati durante i conflitti in Ucraina e Israele.
Il Festival, che si svolge dal 9 al 13 aprile 2025, ha raccolto esperti e professionisti del settore con l’obiettivo di discutere le sfide più urgenti che il giornalismo si trova ad affrontare a livello globale. Oggi, il dibattito ha spaziato dalla situazione di Gaza alla guerra in Ucraina, passando per il femminismo giornalistico e le minacce alla libertà di stampa.
Maria Ressa ha aperto il confronto con un’analisi lucida e penetrante, incentrata sull’arresto dell’ex presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, e sulle difficoltà che i giornalisti devono affrontare in un ambiente di crescente repressione. Ressa, da sempre in prima linea nella difesa della libertà di espressione, ha sottolineato la necessità di un’informazione indipendente per contrastare i regimi autoritari e le distorsioni dei mezzi di comunicazione.
In parallelo, Olga Rudenko ha raccontato la resilienza del Kyiv Independent, il principale quotidiano indipendente ucraino che, nonostante le difficoltà derivanti dalla guerra, ha continuato a fornire informazioni accurate e vitali durante l’invasione russa. La sua testimonianza ha messo in evidenza il valore dell’informazione locale, soprattutto in tempi di conflitto, quando la verità è più che mai sotto attacco.
Un altro momento di grande rilevanza è stato quello in cui Mona Eltahawy ha esposto la sua visione del giornalismo come strumento di lotta contro il patriarcato. Con il suo approccio incendiario, la giornalista e attivista ha enfatizzato l’importanza di un giornalismo femminista che non solo documenta le ingiustizie ma contribuisce anche a cambiare la narrazione dominante sulle donne e le minoranze.
Dylan Collins, reporter dell’AFP, ha poi condiviso la sua esperienza personale come sopravvissuto a due attacchi da parte di eserciti regolari, prima in Ucraina e poi in Israele. La sua testimonianza ha messo in luce le sfide quotidiane che i giornalisti devono affrontare in zone di guerra, sottolineando l’importanza di continuare a raccontare la verità anche quando questa comporta un rischio mortale.
Nel pomeriggio, sono stati esplorati temi legati all’intelligenza artificiale e al suo utilizzo nella lotta contro la disinformazione. In un mondo sempre più dominato dalle manipolazioni algoritmiche, è emerso il bisogno urgente di rafforzare le capacità critiche del pubblico e dei professionisti dei media per distinguere le notizie verificate dalle false informazioni che circolano sui social network.
Un’altra discussione fondamentale ha riguardato il giornalismo in Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre, quando un gruppo di giornalisti locali ha raccontato la difficile realtà di un paese alle prese con la guerra. La riflessione si è concentrata sulla resilienza dei media locali, che, nonostante le minacce dirette, continuano a svolgere un ruolo cruciale nell’informazione della popolazione.
La giornata si è conclusa con la proiezione del documentario State of Passion, che ha raccontato la storia di Ghassan Abu Sittah, un medico palestinese che da anni lavora nella Striscia di Gaza. Abu Sittah, che ha testimoniato la brutalità del genocidio in corso, ha raccontato con emozione la realtà di chi vive in un conflitto che sembra non finire mai. Il documentario ha offerto uno spunto di riflessione sulla condizione dei professionisti della salute e dei giornalisti che operano in contesti di guerra, dove ogni giorno rischiano la vita per documentare la verità.
In sintesi, la terza giornata del Festival Internazionale del Giornalismo 2025 ha offerto uno spazio di confronto e riflessione su tematiche di grande attualità, dalle crisi in Gaza e Ucraina alla lotta per la libertà di stampa e contro la censura. Un appuntamento che ha ribadito l’importanza di un’informazione libera e indipendente in tempi in cui la verità è spesso ostacolata da guerre, regimi repressivi e manipolazioni algoritmiche.

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