Decine di interventi, anche per raccoglitori di asparagi smarriti
Soccorso Alpino Umbria – Interventi a ritmo serrato per le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU), impegnate in una serie di operazioni di ricerca e soccorso a seguito di segnalazioni di persone scomparse nei boschi della regione. Nei giorni scorsi si sono moltiplicati i casi, alcuni legati a semplici escursioni, altri ad attività apparentemente innocue come la raccolta di asparagi selvatici, che si è rivelata più rischiosa del previsto.
L’episodio più recente si è concluso nelle prime ore di oggi, dopo un’operazione durata quasi un giorno intero. Una persona era stata data per dispersa nella zona boschiva del Comune di Amelia, dove si era avventurata da sola alla ricerca di asparagi. Il mancato rientro ha fatto scattare immediatamente l’allarme da parte dei familiari, che hanno contattato le autorità. In breve tempo è stato attivato il protocollo di emergenza e avviata la procedura di ricerca.
A partecipare alle operazioni sono state le unità del SASU, affiancate da Carabinieri, Vigili del Fuoco, personale della Protezione Civile e volontari locali. L’intervento si è protratto senza interruzioni, sfruttando anche l’utilizzo di droni, tecnologie GPS e unità cinofile. Nonostante gli sforzi congiunti e l’impiego di mezzi tecnologici, il ritrovamento si è concluso con un esito tragico: il disperso è stato individuato senza vita, in un’area impervia, difficile da raggiungere e scarsamente coperta dalla rete telefonica.
Negli stessi giorni, il SASU ha gestito altre operazioni analoghe, sempre legate a persone scomparse nei boschi dell’Umbria. In particolare, sono aumentati gli interventi per cercatori di asparagi, che in molti casi si inoltrano tra vegetazione fitta e pendii scoscesi, spesso senza una preparazione adeguata o senza avvisare nessuno. La stagione primaverile, da sempre associata alla raccolta di erbe spontanee, funghi e asparagi, rappresenta per i soccorritori un periodo ad alto rischio.
Di fronte a questa crescente casistica, il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria ha ribadito l’urgenza di adottare semplici ma efficaci misure di autoprotezione. Secondo quanto sottolineato dai tecnici SASU, anche attività che appaiono tranquille possono trasformarsi in emergenze se affrontate con superficialità o senza il minimo equipaggiamento. In particolare, si consiglia a chi si avventura nei boschi di:
• comunicare sempre a familiari o conoscenti l’itinerario previsto;
• portare con sé uno smartphone carico e una batteria di riserva (powerbank);
• installare applicazioni che consentano la geolocalizzazione in tempo reale o dotarsi di un dispositivo GPS da escursionismo;
• indossare abbigliamento idoneo e calzature tecniche, anche per percorsi brevi;
• non agire mai da soli in aree isolate e difficilmente raggiungibili.
A fronte del numero crescente di richieste di soccorso, le squadre del SASU si sono viste costrette a una mobilitazione straordinaria. Solo nell’ultima settimana sono stati effettuati oltre dieci interventi in zone diverse dell’Umbria, tra cui Spoleto, Gubbio, Terni e l’area montana del Monte Cucco. In alcuni casi i dispersi sono stati rintracciati rapidamente grazie all’uso combinato di segnalatori acustici e app di tracciamento. In altri, si è trattato di operazioni lunghe e complesse, talvolta con esiti infausti.
In occasione del ritrovamento avvenuto ad Amelia, i responsabili del Soccorso Alpino hanno voluto lanciare un messaggio diretto ai cittadini, invitando a considerare con maggiore attenzione i rischi legati alle escursioni, anche quelle di breve durata. “Ogni intervento mobilita decine di persone, mezzi e risorse”, sottolineano i tecnici SASU, “e spesso si tratta di situazioni che si sarebbero potute evitare con un minimo di prevenzione”.
Il periodo primaverile, inoltre, coincide con un aumento significativo di afflussi verso sentieri, colline e aree boschive. Questo comporta una pressione ulteriore sulle strutture di soccorso, che devono mantenere la piena operatività anche in contesti difficili, caratterizzati da scarsa visibilità, reti mobili assenti e orografia complessa. I volontari e i tecnici del SASU operano in stretto coordinamento con gli altri corpi dello Stato, ma segnalano la necessità di maggiore sensibilizzazione sul tema della sicurezza individuale in montagna e nei boschi.
Il Soccorso Alpino ha infine ricordato che sul sito istituzionale è disponibile una guida alla prevenzione, con tutte le indicazioni utili per affrontare in sicurezza attività escursionistiche, raccolta di piante spontanee o semplici passeggiate nella natura.
In caso di necessità, il numero unico per l’emergenza da contattare è sempre il 112, che attiva le strutture competenti, tra cui proprio il SASU.

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