Regione Umbria spinge per gestione pubblico-privata idroelettrica

Norme per attrarre Big Tech americane e richieste di danni ambientali ad Arvedi

Cascata delle Marmore, 1 milione per la S.S. 209 Valnerina

Regione Umbria spinge per gestione pubblico-privata idroelettrica

Italia Nostra accoglie con favore la proposta della Giunta regionale umbra di creare una società pubblico-privata per gestire le centrali idroelettriche di Galleto-Marmore e altre minori, alcune delle quali hanno concessioni scadute da sei anni. Questa iniziativa rispecchia la legge nazionale del 2019, che promuove una gestione regionale autonoma dell’energia idroelettrica. La legge richiede che almeno il 30% degli asset venga ceduto tramite gara pubblica, senza attendere il 2029 come affermato da alcuni, e già informata la Corte dei Conti dei ritardi delle concessioni scadute.

Ora, il tavolo interdirettoriale della Giunta regionale deve concludere rapidamente i lavori per evitare che le lobby mantengano lo status quo che favorisce ENEL e altre grandi compagnie energetiche a scapito dei cittadini. La politica deve vigilare affinché i dirigenti regionali agiscano con trasparenza e senza interferenze esterne, considerando i miliardi di euro coinvolti.

Per attrarre industrie americane del settore Big Tech, serviranno aggiornamenti legislativi regionali che prevedano una “condizionalità occupazionale,” legando le concessioni a nuovi posti di lavoro e creando così un ambiente favorevole agli investimenti in distretti digitali innovativi.

Nonostante le rivendicazioni di Arvedi per centrali energetiche gratuite, questa opzione non creerà nuovi posti di lavoro e si oppone a una visione moderna e sostenibile. Anzi, ad Arvedi e a Thyssen Krupp dovrebbero essere richiesti danni ambientali per quanto prodotto finora.

La Regione ha l’opportunità di migliorare la gestione idroelettrica del lago di Piediluco, passando a una gestione ‘ad acqua fluente,’ per proteggere le sponde e il territorio circostante. Questa gestione, sostenuta dalla sentenza 871/2023 della Corte di Appello di Perugia, dovrebbe correggere i danni causati dai concessionari precedenti.

Infine, la Regione dovrebbe terminare il regime “accendi-e-spegni” della Cascata delle Marmore, stabilendo un flusso d’acqua costante per preservare il sito naturalistico e turistico. Questo cambiamento aiuterebbe a prevenire ulteriori danni alle strutture rocciose e ridurrebbe i costi di consolidamento e messa in sicurezza sostenuti negli ultimi decenni mentre i concessionari incassavano enormi profitti.

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