Fronte del Dissenso, a Perugia protesta con la ghigliottina
Cicerone, San Tommaso D’Aquino fino a John Locke, padre nobile del pensiero liberale. Con citazioni dei filosofi più importanti della storia che i manifestanti del Fronte del Dissenso Umbria hanno fatto sentire la loro voce. Lo hanno fatto con un corteo, partito da piazza Partigiani fino a piazza Italia a Perugia e con una ghigliottina al seguito: simbolo del tirannicidio.
“Il popolo ha il diritto di togliere di mezzo il tiranno – spiega Moreno Pasquinelli del Fronte del Dissenso -. Il tirannicidio è legittimo nel caso ci sia un potere autoritario, antidemocratico e antipopolare. Vorremmo ricordare a tutti questi tiranni mascherati da liberali – aggiunge – che John Locke diceva che il potere deve sottostare alla legge, altrimenti è una violazione dello stato di diritto. Quello che sta accadendo qui, con un green pass che nasconde un obbligo vaccinale, e che impedisce di accedere ai luoghi di lavoro, nei locali pubblici, alle Poste, è un regime di persecuzione e di segregazione sociale. E’ il primo passo verso una tirannia. Se non li fermiamo adesso andremo dentro a regimi tecno totalitari che non si sono mai visti nella storia”.
E per finire: “Dobbiamo svegliare i cittadini che vengono narcotizzati con il terrore del covid e con la paura della morte. Non puoi non vivere per paura della morte che molto spesso è strumentalizzata per giustificare misure di emergenza, violazione dello stato di diritto e leggi eccezionali”. Alla manifestazione era presente Alessandro Trinca, il figlio di Franco, scomparso di recente. Tra gli altri anche gli studenti No Green Pass.
“Noi siamo dalla parte giusta, sono loro che non l’amano. Perché stanno facendo tutto questo clamore mediatico?” A dirlo è Alessandro Trinca durante il suo intervento in piazza Italia. Ha parlato del padre Franco, morto di recente.
“Noi non dobbiamo cedere, loro vogliono creare la divisione sociale, noi a questo non dobbiamo starci – ha aggiunto -. La libertà di scelta è un diritto che non può essere messo mai in discussione. Non è una diatriba tra vaccinato e no, mio padre l’ha sempre detto e io lo ripeto qui. Questa divisione la vogliono loro e noi non dobbiamo cadere in questo gioco sporco”.
Applaudito dai presenti Alessandro Trinca si è fatto portavoce. “Papà ha sempre messo la causa davanti a tutto, anche al costo di trascurare sé stesso, facendo del bene al mondo. Le testimonianze sono tante. Quello che stanno facendo quelli di regime è attaccare, sospendere, minacciare tutti quelli che si stanno spendendo per il bene della popolazione. Ci sono medici che stanno guarendo le persone e che studiano per trovare le cure a questo virus, quando il protocollo ufficiale continua ad essere tachipirina e vigile attesa. Io mi sarei aspettato che qualche politico che avessero chiamato ed ascoltato i medici, gli eroi che hanno guarito le persone che hanno studiato e che continuano a farlo. Invece no, questi li attaccano, perché il loro unico scopo è quello di vendersi l’anima alle multinazionali del farmaco e a imporre trattamenti non meglio definiti e restrizioni alla vita delle persone. Questo lo dobbiamo contrastare con forza e io sono qui – ha concluso il figlio di Trinca – per metterci al faccia e ribadirlo. Noi dobbiamo amare e difendere la verità e continuare a lottare per questo”.











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