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ANCeSCAO dell’Umbria, rischio sopravvivenza Centri Sociali Anziani

crisi economica ormai da dieci anni sta attraversando il Paese

ANCeSCAO dell’Umbria,  rischio sopravvivenza Centri Sociali Anziani

ANCeSCAO dell’Umbria, rischio sopravvivenza Centri Sociali Anziani

da Francesco Gori
Il Coordinamento Regionale ANCeSCAO
dell’Umbria (  Associazione Nazionale Centri Sociali Comitati Anziani e Orti ) ha reso pubbliche le difficoltà che stanno incontrando i Centri Sociali Anziani presenti nel territorio regionale, legate certamente alla crisi economica che ormai da dieci anni sta attraversando il Paese, ma anche alle diverse scelte che vengono fatte dalle Istituzioni locali, forse proprio per far fronte alla carenza di fondi a disposizione.

Assistiamo quindi ad un gap notevole tra quanto viene affermato nei vari documenti circa il valore sociale rappresentato dalle organizzazioni di volontariato che vedono impegnate le persone anziane, tese alla inclusione sociale, aggregazione, scambio intergenerazionale, informazione sanitaria, invecchiamento attivo, ecc.ecc., e quanto invece viene riconosciuto ai Centri Anziani medesimi in termini di sedi, contributi e agevolazioni.

La scelta per esempio di delegare alle Zone Sociali di stabilire i criteri di ripartizione dei contributi rivenienti dal Fondo Sociale Nazionale e dal Fondo Sociale Regionale e vincolati a favore dei Centri Sociali Anziani e Università della Terza Età, ha comportato una notevole disomogeneità nella ricaduta sui territori suddivisi in  12 zone sociali.

D’altro canto, il mancato coinvolgimento  a  livello locale  dei Centri Sociali Anziani in occasione della programmazione sociale di Zona, ha visto per alcuni la messa a bando dei contributi medesimi, per altri l’assegnazione dei contributi a fronte della presentazione delle fatture dell’energia elettrica, gas e acqua o a fronte di servizi e iniziative rivolte alla cittadinanza.

Per altri ancora, nei territori comunali con maggiori difficoltà finanziarie, sono anni ormai che tali contributi non vengono assegnati.

Inoltre per l’anno in corso non risulta ancora finanziata la Legge Regionale sull’Invecchiamento Attivo, alla quale comunque si può attingere solo presentando progetti che non possono essere alla portata dei piccoli Centri Anziani, proprio quelli dislocati nei paesini e frazioni più lontani e che fanno fronte al maggior bisogno di aggregazione e socialità degli anziani.

Contemporaneamente tutte le Amministrazioni Comunali hanno preteso il pagamento delle tariffe comunali richiedendo fino a tre anni di arretrati; scelte unilaterali che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di alcuni Centri Anziani.

Nonostante tutto questo i Centri Sociali Anziani ANCeSCAO hanno fatto fronte anche quest’anno all’emergenza caldo, tenendo aperti e disponibili i locali dei Centri Sociali, organizzando intrattenimenti, soggiorni marini e montani per gli anziani.

La Presidenza regionale ANCeSCAO ha già sollecitato verbalmente e per iscritto l’Assessorato alla Coesione Sociale e Welfare dell’Umbria ad una maggiore vigilanza sui criteri di assegnazione dei contributi, sempre che vengano stanziati,  e ha proposto una serie di iniziative in collaborazione con lo stesso Ente che vanno dalla progettazione, formazione e informazione sull’invecchiamento attivo, alla lotta alla ludopatia, alla prevenzione medica e digital divide, mettendo a disposizione la propria organizzazione diffusa sul territorio regionale attraverso la presenza di 90 Centri aderenti con più di 20.000 associati e garantendo una larga partecipazione dei soci.

Si attendono risposte che per ora non sono arrivate e nel frattempo i tanti volontari impegnati ogni giorno nelle molteplici attività portate avanti dai Centri Sociali auspicano di riscontrare nei fatti una maggiore considerazione del loro apporto alla coesione e al benessere sociale.

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