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Licenziamento Colussi, Marini e Paparelli, profonda preoccupazione

Regione convocherà tavolo con le parte sociali su vertenze in Umbria

Licenziamento Colussi, Marini e Paparelli, profonda preoccupazione

Licenziamento Colussi, Marini e Paparelli, profonda preoccupazione

PERUGIA – “L’avvenuta comunicazione dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 125 dipendenti della Colussi annunciata dall’azienda, nel corso di un incontro svoltosi questa mattina in Confindustria, suscita profonda preoccupazione”: è quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e l’assessore regionale allo sviluppo economico, Fabio Paparelli. “Pensiamo sia utile una valutazione più approfondita, da parte dell’azienda, che consenta, anche a seguito del confronto con le Organizzazioni Sindacali, di rivedere tale decisione”.

“L’annuncio di questi licenziamenti, unitamente alle altre vertenze già in essere alla Perugina, alla Novelli ed in altre aziende del settore alimentare, impongono non solo tavoli di confronto nel merito delle singole vertenze, ma necessitano di una responsabilizzazione condivisa da parte di tutti, dalle istituzioni, organizzazioni sindacali, rappresentanti delle imprese e delle loro associazioni di categoria – proseguono Marini e Paparelli. Gli esuberi non sono numeri, ma donne ed uomini con le loro famiglie, espressione della coesione sociale delle nostre città e di tutta la regione.

Così come i piani industriali non possono scaricare esclusivamente alla mediazione istituzionale e sindacale l’impatto sociale di tali vertenze. C’è invece bisogno che gli stessi imprenditori e le associazioni datoriali assumano una parte attiva e da protagonisti nel mantenimento dell’occupazione e della coesione sociale.

Per questo motivo – annunciano, fermi restando tutti i tavoli regionali e nazionali connessi alla gestione delle singole e specifiche vertenze, la Giunta regionale convocherà uno specifico tavolo con tutte le parti sociali, comprese le rappresentanze delle imprese e delle categorie produttive. Il mantenimento dell’occupazione, dei posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione, richiede il protagonismo attivo di tutte le parti, a cominciare dalle imprese”.

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