Terremoto, di 22 miliardi solo 49milioni di euro utilizzati causa burocrazia

Il grido d'allarme delle popolazioni colpite dal terremoto va ascoltato

 
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Sisma, 1,5 milioni di euro a sostegno di investimenti e imprese del cratere

Terremoto, di 22 miliardi solo 49milioni di euro utilizzati causa burocrazia

“Il grido d’allarme delle popolazioni colpite dal terremoto va ascoltato e recepito con urgenza da parte delle istituzioni e della politica. L’Italia non puo’ essere campione nell’emergenza e tartaruga nella ricostruzione. Ne va della vita delle persone e della stessa credibilita’ del nostro Paese”. Lo ha dichiarato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati dopo aver ricevuto oggi a Palazzo Madama una delegazione dell’ANCI rappresentativa delle quattro regioni, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, colpite dagli eventi sismici di tre anni e mezzo fa.

Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, dal 2016

Il Presidente Casellati ha aggiunto: “È incomprensibile che dei 22 miliardi di euro stanziati per Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, dal 2016 ad oggi sia stato possibile utilizzare appena 49 milioni a causa di procedure lunghe e burocratiche. La rinascita sociale, economica e culturale di quelle terre martoriate dipende esclusivamente dalla celerita’ della ricostruzione attraverso normative simili a quelle dell’emergenza”.

Parlamento e il Governo si facciano carico

Conclude Casellati: “Mi auguro che il Parlamento e il Governo si facciano carico di dare al piu’ presto risposte tempestive ed efficaci alle comunita’ cosi’ duramente colpite dagli eventi sismici e provate da oltre tre anni di attesa e di disagi”. (Com/Ran/Dire)

C’era anche il sindaco di Norcia, in qualità di componente della Cabina di regia per Anci Umbria, agli incontri di oggi a Roma. Erano presenti anche il coordinatore nazionale dei presidenti delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi e il vice segretario dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Stefania Dota.

“Gli incontri – afferma il sindaco di Norcia, Alemanno – hanno dato modo ai sindaci di Norcia, di Amatrice, di Arquata e di Teramo di rappresentare nuovamente al Parlamento la necessità di tornare velocemente a occuparsi del tema “sisma” del Centro Italia. Ancora una volta, infatti, gli interventi messi in campo con la conversione del decreto legge n.123 non sono risultati sufficienti a risolvere i tanti problemi che impediscono alla ricostruzione pubblica e privata di decollare”.

Più nel dettaglio, i sindaci del cratere hanno fatto presente che “a fronte di 22 miliardi di euro disponibili per la ricostruzione, dal 2016 a oggi, ne sono stati spesi solo 200 milioni e di questi solo 49 milioni per le opere pubbliche, a causa di procedure lunghe e burocratiche”. Hanno poi sottolineato come “i provvedimenti che si sono susseguiti nel tempo in materia terremoto non si siano tradotti in fatti. Vedi la designazione di ulteriori 200 unità di personale da destinare ai Comuni con lo sblocca cantieri, mai arrivate. I Comuni che avrebbero dovuto avviare le istruttorie per i danni lievi non sono stati mai messi nelle condizioni di poterlo fare. I professionisti che avrebbero dovuto provvedere all’autocertificazione per semplificare l’istruttoria per il rilascio dei contributi, non hanno ancora potuto depositare la prima pratica, perché mancano le disposizioni attuative di questi decreti”. Infine, la delegazione ha chiesto che “venga sciolto il nodo della nomina del nuovo commissario straordinario, in quanto sembra che l’attuale commissario straordinario alla ricostruzione, Piero Farabollini non verrà riconfermato”.

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