RC Auto[video], Umbria 38mila veicoli sono senza assicurazione

RC Auto, Umbria 38mila veicoli sono senza assicurazione

Il Sindacato Sna denuncia: “Fenomeno in crescita, servono controlli”

Perugia, 26 agosto – Cresce in Umbria il numero dei cosiddetti “furbetti della Rc auto”, ovvero dei veicoli che circolano senza la necessaria copertura assicurativa. A lanciare l’allarme è il Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna), che denuncia una situazione allarmante e propone soluzioni per contrastare questo fenomeno, sempre più diffuso a livello nazionale e regionale. Secondo le ultime stime, sono circa 38mila i veicoli non assicurati, con un incremento dell’11,8% rispetto al 2022, quando se ne contavano 34mila. Nella sola provincia di Perugia, i veicoli senza copertura sono circa 30mila, con un aumento del 15,4% in soli due anni, un 4,5% del parco circolante locale, composto da 656mila veicoli, una percentuale inferiore alla media nazionale (6,1%), ma comunque significativa e in crescita.

“Il fenomeno dei veicoli circolanti senza copertura Rc Auto in Italia, ma anche in Umbria, sta diventando estremamente preoccupante – commenta Gianluca Costantini, coordinatore regionale Sna Umbria –. In regione il 4,4% dei veicoli è privo di assicurazione, una percentuale più bassa della media nazionale, ma che rappresenta comunque una situazione socialmente inaccettabile, anche alla luce dell’aumento costante dei casi”.

Fabrizio Rasimelli, presidente della sezione provinciale Sna di Perugia, sottolinea: “È inutile rendere il Codice della strada sempre più severo se poi si consente a decine di migliaia di veicoli di circolare senza una copertura assicurativa. Basterebbe incrociare le banche dati esistenti per individuare i veicoli irregolari e contrastare un malcostume che rappresenta un vero pericolo per tutti”.

I veicoli non assicurati rappresentano un peso economico significativo anche per le finanze pubbliche e per gli automobilisti onesti, in caso di incidente con un veicolo non identificato o non coperto da polizza, interviene il Fondo di garanzia per le vittime della strada, gestito dalla Consap. Questo fondo viene finanziato da una percentuale (2,5%) applicata su ogni premio Rc Auto pagato dagli assicurati.

“Le risorse per il fondo – spiegano da Sna – ricadono indirettamente su tutti gli automobilisti onesti, che si trovano a pagare anche per chi evade l’obbligo assicurativo”.

A livello nazionale, nel 2024 si stimano circa 2,915 milioni di veicoli non assicurati, con un aumento del 12,8% rispetto ai 2,585 milioni del 2022.

“Questa evasione costa al sistema oltre 5 miliardi di euro – afferma Paolo Bullegas, responsabile della Commissione Rc Auto di Sna –. Inoltre, lo Stato perde oltre 1,3 miliardi di euro tra oneri fiscali e parafiscali non incassati. Risorse che potrebbero essere reinvestite in sanità, sicurezza stradale e servizi pubblici”.

Il Sindacato nazionale agenti di assicurazione propone diverse soluzioni concrete per ridurre il fenomeno. Tra queste, spicca la richiesta di una convenzione nazionale per l’incrocio delle banche dati tra veicoli immatricolati e veicoli assicurati, così da individuare facilmente chi è in difetto.

Altre proposte includono:

  • Campagne di sensibilizzazione per far comprendere ai cittadini i rischi legali e civili derivanti dalla mancata assicurazione;

  • Agevolazioni economiche per le fasce più deboli della popolazione, per permettere loro di accedere a una polizza;

  • Revisione della normativa nazionale, introducendo un limite massimo ai premi assicurativi per le classi di ingresso, che in alcune zone d’Italia arrivano a superare i 10mila euro l’anno;

  • Controlli automatici con sistemi di lettura targhe integrati con i database assicurativi;

  • Sanzioni più efficaci, non solo pecuniarie ma anche amministrative.

“Purtroppo – conclude Bullegas – in alcune aree del Paese abbiamo registrato tariffe insostenibili per i nuovi assicurati, che scoraggiano l’accesso legale al sistema. Questo può indurre le persone ad aggirare l’obbligo a contrarre, ed è un problema che va affrontato anche sul piano normativo”.

Con questo appello, lo Sna si rivolge anche al governo, chiedendo interventi strutturali e urgenti. “È ora di mettere al centro gli automobilisti onesti – conclude Rasimelli –. Contrastare i furbetti dell’Rc auto significa tutelare la sicurezza stradale, alleggerire i costi delle polizze e recuperare fondi per la collettività”.

In attesa di risposte, resta il dato allarmante: quasi 3 milioni di veicoli in Italia circolano senza assicurazione, mettendo a rischio la vita e il portafoglio di tutti.

2 Commenti

  1. Alla lista delle insostenibilità aggiungerei anche l’aumento del 10% ogni anno dei premi che tutte le assicurazioni applicano da tempo e la vergogna degli utili milionari che le compagnie dichiarano

  2. Alla lista delle insostenibilità aggiungerei anche l’aumento del 10% ogni anno dei premi che tutte le assicurazioni applicano da tempo e la vergogna degli utili milionari che le compagnie dichiarano.

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