Via libera alla manovra fiscale, tensioni in Consiglio

Via libera alla manovra fiscale, tensioni in Consiglio

13 voti favorevoli, respinte le richieste dell’opposizione

L’assemblea legislativa dell’Umbria ha dato il via libera alla manovra fiscale proposta dalla giunta guidata dalla presidente Donatella Proietti, al termine di una seduta durata oltre dieci ore e contrassegnata da momenti di forte tensione, sia in aula che all’esterno, dove si sono registrate proteste da parte di sindacati e forze politiche di centrodestra.

Il provvedimento ha ottenuto 13 voti favorevoli dalla maggioranza di centrosinistra e 8 contrari dalla minoranza. L’approvazione è arrivata intorno alle 20:30, dopo una giornata iniziata con un acceso confronto tra i gruppi consiliari.

La discussione è stata temporaneamente interrotta nel pomeriggio per verifiche procedurali legate alla presentazione degli emendamenti, in particolare quelli richiesti dai consiglieri di opposizione. Al termine della pausa, i lavori sono ripresi e si è arrivati al voto sul maxi emendamento, che ha completamente sostituito il testo originario del disegno di legge.

Con l’introduzione del nuovo emendamento, il gettito fiscale complessivo stimato è stato ridotto da 322 a 184 milioni di euro su un arco triennale. Il provvedimento prevede un aumento dell’Irpef e dell’Irap, con una struttura modulata per fasce di reddito e l’esclusione dai rincari dei contribuenti con redditi fino a 28mila euro lordi annui.

La giunta regionale ha giustificato la manovra con la necessità di far fronte a un quadro finanziario reso critico da un taglio ai trasferimenti statali, quantificato in 40 milioni di euro, e da un disavanzo strutturale nella sanità regionale pari a 34,2 milioni. A questi si aggiunge il fabbisogno per la ricostituzione del fondo di dotazione delle aziende sanitarie, calcolato in 38,5 milioni, da ripartire in tre anni.

Nel testo approvato si legge che le risorse recuperate attraverso la manovra saranno destinate a garantire la continuità dei servizi essenziali, tra cui il sistema sanitario pubblico, il trasporto locale, il diritto allo studio e le misure di contrasto alla povertà.

Sul fronte fiscale, l’addizionale Irpef verrà modulata con criteri di progressività su quattro scaglioni di reddito. Per i redditi fino a 28mila euro non sarà applicata alcuna maggiorazione. Per chi guadagna tra 28mila e 50mila euro, l’aliquota base subirà un incremento dell’1,89%, con un parziale sgravio di 150 euro. Per i redditi superiori a 50mila euro, l’aumento sarà del 2,1%.

Riguardo all’Irap, a partire dal 2026 si applicherà un aumento dello 0,40% sull’aliquota ordinaria, che attualmente è pari al 3,90%. Non sono invece previsti interventi sull’imposta automobilistica regionale.

Nel corso della seduta, la maggioranza ha anche approvato un ordine del giorno per impegnare la giunta regionale a portare avanti una serie di riforme strutturali, tra cui la riorganizzazione delle reti sanitarie e la razionalizzazione della spesa pubblica.

La proposta della minoranza di abrogare l’articolo relativo all’aumento delle aliquote Irpef è stata respinta. Rigettati anche due ordini del giorno presentati dai consiglieri del centrodestra, il primo dei quali chiedeva di destinare l’intero gettito derivante dalla manovra esclusivamente al comparto sanitario. Il secondo proponeva l’introduzione di un sistema di detrazioni in base alla composizione del nucleo familiare, per attenuare l’impatto delle maggiorazioni fiscali.

Nel dibattito in aula, aperto intorno alle 11:00, si sono verificati frequenti scontri verbali tra esponenti della maggioranza e consiglieri di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Tra i temi oggetto di critica, anche la presunta mancata trasparenza della giunta sui documenti istruttori, tra cui la relazione della società KPMG, incaricata di un’analisi tecnico-finanziaria sul bilancio regionale.

«Non ci avete permesso di visionare i documenti fondamentali», ha denunciato il consigliere Matteo Giambartolomei (FdI), chiedendo la sospensione dei lavori. L’assessore al bilancio Tommaso Bori ha replicato affermando che la documentazione sarà disponibile entro il 30 aprile e che eventuali altri documenti non erano vincolanti ai fini dell’approvazione della manovra.

La consigliera Eleonora Pace (FdI) e Laura Pernazza (FI) hanno chiesto, senza successo, una sospensione dell’aula per consentire un confronto con i rappresentanti sindacali e i sindaci presenti in presidio fuori dal palazzo del consiglio.

Il centrodestra, nei giorni precedenti, aveva abbandonato i lavori in commissione in segno di protesta, rinunciando di fatto alla possibilità di redigere una relazione di minoranza sulla proposta.

All’esterno dell’aula, la mattinata era cominciata con manifestazioni in piazza Italia, dove si sono ritrovati gruppi di sindacalisti e militanti di centrodestra, entrambi contrari alla struttura della manovra.

Alla fine dei lavori, il testo della legge è stato approvato. La presidente Proietti, commentando il voto, ha annunciato l’avvio di una fase riformatrice: «Ora è il momento delle riforme strutturali, il sistema sanitario ha bisogno di riorganizzazione e investimenti mirati».

L’opposizione ha invece criticato duramente l’intero impianto della manovra. «Scelta sbagliata che peserà sui cittadini, e solo in parte abbiamo limitato i danni», ha dichiarato un portavoce del centrodestra, aggiungendo che il provvedimento, a loro giudizio, non garantirà l’effettiva destinazione delle risorse aggiuntive al settore sanitario.

La manovra, denominata manovra bis, prevede un intervento fiscale complessivo da 184 milioni di euro distribuiti su tre anni (2025, 2026, 2027), rispetto ai 323 milioni originariamente previsti dal primo schema di legge.

La giunta regionale ha rivendicato la scelta come un atto necessario per garantire la stabilità economica dell’ente, precisando che si è trattato di un intervento calibrato per tutelare i redditi medio-bassi e limitare gli impatti più pesanti solo ai contribuenti con redditi elevati.

Il dibattito si è concluso con la votazione finale poco prima delle 20:30, segnando la fine di una giornata intensa per il consiglio regionale dell’Umbria, che ora si appresta ad affrontare l’attuazione concreta delle misure contenute nella legge appena approvata.

2 Commenti

  1. Speriamo che con questa manovra si possa avere una Sanità efficiente sotto tutti gli aspetti, inclusa l’organizzazione del Personale e una selezione basata sul merito e non su altro.

    • credo, anzi ne sono pressoche sicuro, che questa vergognosa stangata, basata su infantili bugie, servirà a tutto meno che alla sanità.

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