Tamponi non più gratuiti per il concerto di Sangiovanni, uno schiaffo all’improvvisazione

Più guariti che nuovi positivi Covid, ma pochi tamponi e test

Tamponi non più gratuiti per il concerto di Sangiovanni, uno schiaffo all’improvvisazione

La pubblica amministrazione non può essere gestita come un circolo privato in cui si fanno specifici interessi di pochi. A ricordarlo all’amministrazione comunale di Terni è il commissario regionale all’emergenza Covid che ha appena comunicato la non gratuità dei tamponi per chi ha acquistato il biglietto per il concerto di Sangiovanni, come invece era stato annunciato dall’assessora di Fratelli d’Italia, Elena Proietti. Dopo la nostra interrogazione che è servita per accendere un faro su una palese contraddizione rispetto le linee guida sull’utilizzo dei tamponi, il commissario ha inteso ribadire che “i tamponi antigenici rapidi vengono forniti ai comuni esclusivamente per finalità di screening della popolazione in collaborazione con il servizio di sanità pubblica di riferimento, che individua la popolazione target, laddove si evidenzi un aumento dell’incidenza di casi che può verificarsi anche dopo un evento.

Non risulta pertanto ammesso alcun altro utilizzo”. Uno schiaffo all’improvvisazione e all’arroganza di un’amministrazione che presumeva di poter disporre dei tamponi pagati dalla Regione per un evento peraltro già profumatamente finanziato dallo stesso Comune di Terni. Una destra lontana anni luce dai bisogni delle persone secondo cui se ho il biglietto del concerto ma non ho il Green Pass posso avere il tampone gratuito, ma se il test mi serve per lavoro me lo devo pagare. Una concezione semplicemente inconcepibile.

La presa di posizione del commissario regionale all’emergenza è una stroncatura in piena regola che dimostra come la destra ternana sia a digiuno delle fondamentali procedure amministrative. Peraltro non certo la migliore promozione del territorio dopo il cospicuo finanziamento di 45 mila euro per un evento in cui sono previste non più di 470 persone. Anche questa una scelta fatta su misura per accontentare gli interessi di pochi. Un dietrofront clamoroso quello sui tamponi che dimostra palesemente l’ammissione del fatto che era in atto qualcosa che non si poteva fare.

 
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