Sanità, Pd Perugia: “Prestazioni e visite nella sede più vicina per gli ultra 65enni”

Sanità, Pd Perugia: “Prestazioni e visite nella sede più vicina per gli ultra 65enni”

“Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, faccia sentire la propria voce e metta fine al turismo sanitario a cui il centrodestra ha costretto i cittadini da anni”. E’ questo l’invito che il segretario del Partito democratico di Perugia, Sauro Cristofani, ha rivolto al primo cittadino nel corso della conferenza stampa di oggi, alla presenza del responsabile organizzazione del Pd di Perugia, Federico Balducci.

“Il tema della sanità inteso come difficoltà di accesso alle cure – ha detto Cristofani – è tra quelli che preoccupano di più i perugini. A dimostrarlo è un’indagine sociologica che abbiamo commissionato come partito di Perugia. Quello che preoccupa sono le lungaggini, le liste d’attesa, il pendolarismo che diventa necessario per accedere a delle prestazioni pubbliche. Peccato però che un perugino su quattro abbia più di 65 anni e che quindi il pendolarismo diventa un problema spesso insormontabile. Il costringere a trasferte impensabili un ultrasessantacinquenne diventa una piaga, tanto più se questo non potesse contare sul supporto dei propri familiari. Ecco dunque che cresce il ricorso alle strutture private e, d’altro canto, anche chi non potendo sostenere costi, rinuncia a curarsi. I numeri della Caritas testimoniano infatti come siano sempre di più i cittadini sulla soglia della povertà”.

“Per questo – continua Cristofani – la richiesta che poniamo al sindaco Romizi è quella di farsi parte attiva, affinché ai cittadini ultrasessantacinquenni che prenotano prestazioni nel servizio sanitario pubblico, siano assegnate sedi il più vicine possibili al luogo di residenza. Questo è l’unico modo per dare risposte, nell’immediato, ad una sanità fuori controllo e che spesso costringe i più deboli a rinunciare alle cure”.

1 Commento

  1. Il problema sollevato da Cristofani non riguarda solo la sanità, ma anche altri servizi per i quali gli anziani vengono considerati “cittadini di serie B”. L’anziano che ha difficoltà a muoversi (perfino a portare i rifiuti nei cassonetti) che non è “informatizzato”, nè ha un parente che possa aiutarlo, è praticamente “out”. E’ una società sempre più scollegata alla realtà, una società che non ha alcun rispetto verso gli anziani che a volte vengono ritenuti addirittura un “peso per la società”. Gli anziani sono invece una risorsa, sia economica che culturale, per i giovani. L’atteggiamento delle Istituzioni verso certi problemi concreti/reali fa invece sentire gli anziani come fossero dei “disadattati” e non si pensa che un domani anche coloro che oggi sono perfettamente inseriti nella “società moderna” un domani saranno anziani.

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