Porzi, l’Umbria non ha usato tutti i 63 milioni di euro di fondi assegnati dal Governo

 
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Porzi, l’Umbria non ha usato tutti i 63 milioni di euro di fondi assegnati dal Governo

Porzi, l’Umbria non ha usato tutti i 63 milioni di euro di fondi assegnati dal Governo

“La Giunta regionale non ha impegnato tutti i 63 milioni di euro arrivati dal Governo nazionale. L’ennesima lungaggine, dopo i gravi e ingiustificati ritardi con cui è stata affrontata l’emergenza sanitaria in atto”. Così la consigliera regionale del Partito democratico, Donatella Porzi, che ha presentato un’interrogazione per chiedere di conoscere “quali siano le delibere di Giunta adottate in recepimento delle norme nazionali che hanno destinato specifiche risorse economiche alla Regione e come queste siano state ripartite”.

“Tutti i provvedimenti emanati in questi mesi – spiega Porzi – hanno stanziato risorse importanti per il comparto della sanità, che è stato così provato dalla gestione della pandemia. Con i Decreti del Governo nazionale sono arrivati in Umbria quasi 63 milioni di euro. Risorse che dovevano servire per l’aumento di posti letto in terapia intensiva, l’aumento dei mezzi di trasporto dedicati ai trasferimenti secondari dei pazienti Covid-19 e molte altre misure solo parzialmente adottate. Le operatività di questi mezzi di trasporto dovevano essere garantite da Regioni e Province autonome, che dovevano anche provvedere alle assunzioni di personale dipendente medico, infermieristico e tecnico”.

“L’Umbria – prosegue Donatella Porzi – sarebbe in ritardo anche nei provvedimenti legati agli stanziamenti. La confusione organizzativa e la mancanza di programmazione della Giunta regionale ancora oggi genera disservizi ed inefficienze, che gravano interamente sul personale sanitario, sottoposto a fortissimi stress.

L’inefficacia e la lentezza, dovuta principalmente al sottodimensionamento di organico delle procedure di tracciamento, non permettono neanche di avere il dato reale dei positivi giornalieri. Si riscontra poi la mancata: attivazione delle unità mobili territoriali, implementazione dei servizi di assistenza domiciliare integrata e introduzione della figura dell’infermiere di famiglia/o di comunità tutto a grave danno del tanto auspicato potenziamento della medicina territoriale . Occorre dunque – conclude Porzi – conoscere i motivi di questo stanziamento ridotto delle risorse messe a disposizione dal Governo nazionale e perché agli umbri non sono stati offerti i migliori servizi possibili”.

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