Doppia tassazione pensioni estere, Smacchi, basta ritardi e silenzi

 
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Doppia tassazione pensioni estere, Smacchi, basta ritardi e silenzi
Andrea Smacchi

Doppia tassazione pensioni estere, Smacchi, basta ritardi e silenzi Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) interviene nuovamente sulla questione della doppia tassazione delle pensioni estere. Nel sottolineare che “le incertezze legislative non possono né devono ricadere sui cittadini”, Smacchi annuncia una interrogazione per conoscere “quali azioni sono state poste in essere dopo l’ultimo dibattito in Aula e capire se si è già avviata un’ interlocuzione con i nuovi rappresentanti umbri in Parlamento e con il nuovo Governo”. “Basta ritardi e silenzi sulla doppia tassazione delle pensioni estere. Le incertezze legislative stanno drammaticamente ricadendo sui cittadini”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi che, in proposito, annuncia la presentazione di una nuova interrogazione per conoscere “quali azioni sono state poste in essere dopo l’ultimo dibattito in Aula e capire se si è già avviata un’interlocuzione con i nuovi rappresentanti umbri in Parlamento e con il nuovo Governo”.

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“La convenzione tra l’Italia e il Lussemburgo, sancita nel 1981 – spiega Smacchi – vieta le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio con il fine, da un lato, di prevenire le evasioni fiscali e dall’altro di rappresentare un importante strumento di politica internazionale tributaria volto ad evitare che uno stesso soggetto sia tassato due volte in due stati diversi”.

Dai controlli effettuati nel 2016 dalla Guardia di Finanza

“Dai controlli effettuati nel 2016 dalla Guardia di Finanza, su incarico dell’Agenzia delle Entrate di Perugia sui redditi non dichiarati nel modello – aggiunge Smacchi -, sono scattate delle pesanti sanzioni, pari al 120 per cento dell’imposta, a carico di questi soggetti che sono in particolare persone del comprensorio dell’alto Chiascio che negli anni 60 emigrarono in Lussemburgo”.

Ho presentato un’interrogazione

“Già a dicembre dello scorso anno – ricorda Smacchi – ho presentato un’interrogazione nella quale si chiedevano chiarimenti all’assessore competente, il quale, pur sottolineando che la competenza di questa materia fosse a titolo esclusivo dello Stato, ha garantito che si sarebbe comunque attivato per una precisa e puntuale segnalazione sia all’Agenzia delle Entrate che al Ministero delle Finanze coinvolgendo i parlamentari umbri”.

Nel mese di febbraio, su questo tema – continua -, ho organizzato a Gubbio un affollatissimo incontro con tanti cittadini del comprensorio dell’Alto Chiascio interessati alla problematica, al quale ha partecipato l’allora Sottosegretario agli interni Gianpiero Bocci, al termine del quale si è preso l’impegno di portare sul tavolo del Governo nazionale la questione”.

La situazione è rimasta invariata

“Ad oggi, però – commenta Smacchi – la situazione è rimasta invariata e considerando anche il fatto che nel frattempo è mutata la compagine di Governo e quindi sono cambiati gli interlocutori presenti nel nostro territorio, chiedo che su tale situazione vengano il prima possibile riaccesi i riflettori della politica e dell’opinione pubblica più in generale. È infatti doveroso – evidenzia Smacchi – fare chiarezza sulla esigibilità delle somme richieste alla luce dei diversi pareri discordanti che si sono susseguiti negli anni da parte dell’Inps, delle Commissioni Tributarie e delle Direzioni regionali che non chiariscono la certezza o meno della norma”.

Le incertezze legislative – conclude Smacchi – non possono né devono ricadere sui cittadini. Parliamo di somme da restituire che si aggirano intorno a 25-30mila euro annui, cifre importanti che stanno costringendo i pensionati a ricorrere a prestiti ad hoc per riuscire a pagare”.

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