Festa partecipata nonostante la pioggia nel quartiere di Perugia
Il Carnevale di San Sisto ha riportato nel quartiere un pomeriggio di festa autentica, capace di richiamare residenti e visitatori da tutta la città nonostante un meteo incerto che ha bagnato soltanto la parte conclusiva della sfilata. L’edizione 2026, che segna un percorso lungo quarantacinque anni, è stata dedicata a Mario Mirabassi, figura centrale nella storia del rione e maestro del teatro di figura, che negli anni Ottanta trasmise ai volontari l’arte della cartapesta e della gommapiuma. Un’eredità che continua a vivere nei laboratori e nei carri che ogni anno animano le strade del quartiere.
Un omaggio sentito e una comunità in movimento
Durante l’apertura dell’evento, Cinzia Miotto del rione La Torre ha ricordato il ruolo fondamentale di Mirabassi nella crescita culturale della manifestazione, sottolineando come la sua impronta creativa sia ancora oggi riconoscibile. A portare i saluti istituzionali sono stati gli assessori Francesca Tizi e Fabrizio Croce, insieme al consigliere Riccardo Vescovi, presenti in rappresentanza del Comune.
Tizi ha evidenziato il valore educativo della festa, frutto della collaborazione tra l’Aps Carnevale I Rioni e l’Istituto Comprensivo Perugia 7, che ha promosso un contest grafico vinto dalla studentessa Miriam Vallifuoco, autrice della locandina ufficiale del Carnevale 2026. Croce ha rimarcato la dimensione turistica dell’appuntamento, capace di unire spettacolo, creatività e partecipazione associativa. Vescovi ha invece ricordato come il quartiere, pur attraversato da cantieri e trasformazioni, continui a difendere i propri momenti di socialità.
Cinque carri, cinque mondi fantastici per tornare bambini
La sfilata ha portato in strada cinque carri allegorici, ognuno ispirato a un universo narrativo diverso ma accomunati dalla volontà di regalare un pomeriggio di leggerezza. Perugia 2 ha scelto l’immaginario di Harry Potter, mentre La Torre ha puntato su Aladdin. Il rione Il Toppo ha animato le vie con i personaggi di Toy Story, Il Cedro ha omaggiato Lupin III, e Borgonovo e Viale San Sisto hanno portato in scena l’estetica visionaria di Tim Burton.
Il percorso, rinnovato per questa edizione, ha visto i carri avanzare accompagnati dalla musica della banda Amici dell’Arte, scortati dalla polizia locale e sostenuti da un grande numero di volontari dell’associazione. In testa all’organizzazione, come sempre, l’impegno costante di Marco Tabarrini e Fabrizio Bovi, rispettivamente vicepresidente e segretario dell’Aps.
Una festa che resiste al maltempo e rafforza l’identità del quartiere
La pioggia ha impedito il concentramento finale in piazza Martinelli, ma non ha compromesso l’atmosfera di festa né la partecipazione del pubblico. I carri hanno completato i due giri previsti, accolti da applausi e sorrisi lungo tutto il tragitto. Tabarrini ha espresso soddisfazione per l’affluenza, sottolineando come la comunità abbia risposto con entusiasmo nonostante le previsioni meteo sfavorevoli.
Il Carnevale di San Sisto si conferma così un appuntamento radicato, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia e con le persone che, anno dopo anno, continuano a costruirlo con passione.

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