Mobilità in fase di riapertura scuole, percorso ciclabile a Ponte San Giovanni

 
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Mobilità in fase di riapertura scuole, percorso ciclabile a Ponte San Giovanni

Mobilità in fase di riapertura scuole, percorso ciclabile a Ponte San Giovanni

La III commissione consiliare urbanistica, presieduta da Cristiana Casaioli ha analizzato nel corso della seduta odierna due odg. E’ stato approvato all’unanimità, con 10 voti a favore,  l’ordine del giorno della stessa Casaioli rispetto a possibili azioni che il comune può intraprendere per  favorire la mobilità cittadina nella fase di riapertura delle scuole dopo l’emergenza coronavirus, derivanti  da misure previste nel pums.

Con l’atto la proponente Casaioli invita l’amministrazione a dare immediata applicazione ad alcuni interventi di mobilità sostenibile indicati nel PUMS, quali parcheggi di intescambio, intermodalità bicicletta, agevolazioni tariffarie, percorsi ciclopedonali, ZTL e zone 30, bike sharing, Mobility management, car sharing, per far fronte alle urgenti necessità legate alla massiccia ripresa della circolazione in occasione della riapertura delle scuole a settembre. In particolare si chiede di dare avvio ad un tavolo di concertazione con le associazioni di ciclisti e cicloamatori per individuare percorsi ciclabili, ed un tavolo con l’ufficio di prevenzione dell’asl per organizzare linee di piedibus sul territorio comunale.

“Vi è l’evidente necessità di pensare subito misure urgenti in vista del ritorno a scuola il 14 settembre prossimo, come è stato confermato dalla stessa ministra Azzolina –ha spiegato Casaioli nell’illustrare l’atto- in considerazione della massiccia ripresa della circolazione per la maggior parte della cittadinanza e dell’impossibilità di coprire con le consuete linee di autobus l’afflusso in corrispondenza delle fasce oraria di entrata e uscita da scuola, a causa dei distanziamenti dovuti all’interno dei mezzi pubblici.”

Casaioli ha anche ricordato che il PUMS ha tra i principali obiettivi quello di diminuire il traffico veicolare presente in città, stimolando l’utilizzo del traporto pubblico locale e della mobilità alternativa, attraverso la creazione di una rete efficace ed efficiente che stimoli i cittadini all’utilizzo dei mezzi di TPL. “I maggiori fruitori del servizio di TPL sono studenti, -spiega Casaioli- oltre a lavoratori e anziani, a motivo degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.

Dall’indagine effettuata in alcune scuole, citata nel PUMS, emerge con chiarezza come la maggior parte dell’utenza debba ricorrere al mezzo proprio per motivi logistici, esprimendo però al contempo una forte propensione ad alternative modalità di trasporto sostenibili (Piedibus, bike to school, car pooling / car sharing, kiss&ride, trasporto pubblico scolastico dedicato), per diminuire la circolazione veicolare nei pressi delle scuole e di conseguenza l’inquinamento atmosferico, nonché la pericolosità dovuta alla congestione, percepita attualmente come la principale causa ostativa a forme di mobilità pedonale e ciclabile. Casaioli ha, altresì ricordato che la rete di trasporto pubblico pianificata nel PUMS, che consente di rimodulare il servizio di trasporto rendendolo più rispondente alle esigenze dei cittadini, non può essere attuata almeno fino a che la Regione Umbria non concluda le procedure di affidamento dei servizi di trasporto pubblico.

Il dirigente, Leonardo Naldini, ha riferito che i parcheggi di scambio nel pums hanno un rilievo fondamentale; essi sono principalmente collegati al progetto metrobus, ma nulla esclude che possano essere connessi all’attuale servizio di trasporto su gomma ed al servizio dei due principali attrattori cittadini, ossia il centro storico e l’ospedale.

Il Pums individua, peraltro, una serie di parcheggi, in larga parte già esistenti, ove può essere realizzata l’inversione tra mezzo privato e pubblico. In relazione all’ospedale si pensi al parcheggio di Pian di Massiano, a quelli dell’area Emisfero, a quelli della zona Triangolo a San Sisto ed al parcheggio Borgonovo, il tutto per complessivi 7mila posti; un numero tale da risolvere in modo definitivo il problema dell’accesso al polo unico ospedaliero. Per il centro storico i parcheggi di riferimento potrebbero essere quello di Monterone (400 posti) e l’unico ancora da realizzare nella zona della Pallotta (fronte hotel Grifone).

In tema di mobilità alternativa, Naldini ha poi posto l’accento sull’importanza del bike sharing, strumento per il quale si punta ad un netto ampliamento, servendo in modo significativo anche tutta l’area del centro storico (dal cassero di Porta Sant’Angelo fino a San Pietro) con rastrelliere destinate soprattutto a studenti e turisti.

Sulla ciclabilità, ovviamente, il Comune di Perugia ha ampi margini di azione, potendo infrastrutturare quasi tutta la città, con esclusione della cosiddetta zona obliqua (di collegamento tra stazione e centro storico), inadatta alle biciclette sia per dimensioni che per pendenza. Quanto infine al car pooling, il dirigente ha espresso perplessità in relazione agli scarsi risultati ottenuti finora dalla sperimentazione e per i limiti collegati alle regole sull’emergenza sanitaria.

Il consigliere del Pd Zuccherini ha parlato di situazione molto complicata a Perugia a causa della mancata approvazione finora del bilancio di previsione, cosa che rende impossibile ogni ipotesi di investimento o progetto.

Nel condividere le proposte contenute nell’odg, il consigliere ha rimarcato la complessità della situazione trasportistica nel Capoluogo, a causa delle conseguenze dovute all’emergenza sanitaria: si pensi al distanziamento sociale ma anche alle paure diffuse tra i cittadini sull’utilizzo dei mezzi pubblici. Ciò rischia di determinare a settembre, alla ripresa delle scuole, un notevole aumento dell’uso del mezzo privato. Zuccherini infine ha detto di aver apprezzato l’impostazione illustrata da Naldini sul tema dei parcheggi di scambio al servizio dell’ospedale, in linea con una proposta avanzata dal p.d. nel recente passato.

Secondo Croce (IPP) è necessario mettere le varie infrastrutture ed i progetti di mobilità alternativa a sistema tra loro; solo così, infatti, potranno funzionare bene e produrre risultati apprezzabili. Tuttavia, per il consigliere, è altrettanto importante lavorare per contribuire a cambiare le abitudini e la mentalità dei cittadini, perché non si può pretendere di essere padroni delle strade soprattutto per ciò che concerne l’accompagnamento dei figli a scuola.

Nel corso del dibattito è intervenuto l’assessore alla mobilità Luca Merli per spiegare, innanzitutto, che la mancata approvazione del bilancio di previsione finora non è stata dovuta a volontà politica della giunta, ma alle conseguenze del covid-19. L’emergenza, infatti, ha determinato profonde incertezze in capo a pressoché tutti i più grandi Comuni italiani per una significativa riduzione delle entrate previste. Il Comune di Perugia – ha garantito Merli – è al lavoro in maniera incessante per chiudere il bilancio in modo adeguato e nei termini consentiti dal Governo nazionale (mese di settembre).

Entrando nel merito della mobilità, l’assessore si è poi dedicato al settore scolastico per dire che il covid-19 ha portato un forte senso di disorientamento anche in ambito sociale; per questo c’è preoccupazione diffusa a fronte della viabilità cittadina che si presenterà alla ripresa delle scuole, in considerazione dei tanti cambiamenti imposti dalle normative e dalle abitudini. L’Amministrazione sta lavorando molto sui progetti di mobilità alternativa e di infrastrutturazione, ma, come accennato da Croce, la differenza la farà il comportamento dei cittadini e la loro coscienza civica.

“Oggi la priorità è capire da qui a settembre quale sarà lo scenario sanitario e, di conseguenze, quali regole il Governo vorrà dettare a tutela della salute pubblica. Certo se le norme saranno restrittive a causa dell’aumento della curva dei contagi sarà davvero complicato muoversi in città per l’ovvia riduzione della capacità di riempimento dei mezzi pubblici e per le paure sociali”.

Infine Merli ha auspicato che un’accelerazione importante possa averla nel tempo il progetto del piedibus, anche scolastico.

Puletti (Progetto Perugia) ha rimarcato come il covid-19 abbia insegnato che, in piena emergenza, le soluzioni più facilmente realizzabili sono quelle più semplici, ad esempio il piedibus. In linea generale il consigliere ha sottolineato un aspetto molto diffuso a Perugia, ossia l’abitudine di iscrivere i propri figli alle scuole del centro città più che a quelle periferiche, per quanto più vicine alle abitazioni. Tale scelta appare legittima ma immotivata visto che le scuole della periferia sono di pari valore di quelle ubicate nelle aree centrali del Capoluogo e perché portare i figli lontano da casa determina forti disagi al traffico cittadino. Per questo ha auspicato una sensibilizzazione in tale senso della popolazione.

Successivamente è stato approvato all’unanimità (10 voti a favore) l’odg del gruppo Fdi sulla realizzazione di un percorso ciclabile e di un parcheggio di interscambio in località Ponte San Giovanni

Illustrando l’atto il consigliere Befani ha evidenziato che per non disperdere gli oggettivi benefici ambientali che si erano riscontrati nel periodo di chiusura da covid-19 e riprogrammare l’assetto viario cittadino rimodulandone i volumi di traffico, è urgente consolidare interventi finalizzati alla realizzazione di reti percorsi ciclabili e/o ciclopedonali in aree urbane e suburbane. Mentre nella città compatta questa progettualità appare limitata, al contrario il comprensorio periferico, estendendosi in piano e insistendo in zone ad alta densità abitativa ed industriale ben si presta ad essere terreno di nuove modalità di mobilità urbana sostenibile.

In questo contesto, durante la discussione in III Commissione sui temi della mobilità, è emerso che nel pums sono già progettate una serie di piste ciclabili, molte delle quali proprio nel quartiere di Ponte San Giovanni. A tal proposito il gruppo Fdi, con lo stesso consigliere Befani, ha proposto di riservare una delle attuali corsie di via Manzoni ai mezzi ciclabili; tale soluzione dovrebbe poi aggiungersi ad un parcheggio di interscambio auto/bici nella piazza di via Cestellini, ed al collegamento con altre zone sensibili del paese e con l’ampliamento delle “Zone 30”.

Visto che Perugia, come altri Comuni italiani, sta progressivamente incrementando gli spazi destinati alla cosiddetta mobilità sostenibile, nel dispositivo dell’odg il gruppo Fdi ha proposto di impegnare l’Amministrazione a predisporre, per tramite dei propri uffici tecnici, uno studio di fattibilità per la creazione di una corsia preferenziale per i mezzi ciclabili in via Manzoni, servizi e infrastrutture di interscambio auto/bicicletta da posizionare preferibilmente nella piazza adiacente Via Cestellini, colonne di ricarica per bici elettriche e adeguati mezzi di segnaletica e di delimitazione delle aree sia verticale che orizzontale, attingendo a tutte le risorse proprie e, ove disponibili, alle quote di finanziamento del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’assessore Otello Numerini ha parlato di un tema che sta molto a cuore all’Amministrazione, perché le piste ciclopedonali fanno parte del piano di sviluppo sostenibile verso cui tutte le città, Perugia compresa, e gli Stati si stanno orientando.

Numerini ha fornito alcuni dati a sostegno di quanto sopra esposto: ad oggi Perugia ha 14 km di piste ciclopedonali, mentre altri 16 sono già state progettate e finanziate. Nel pums, tuttavia, sono previsti ben 37 km di piste ciclopedonali, visto che una larga parte della città è ben predisposta nei confronti di questo sistema di mobilità alternativa.

Tra le zone particolarmente adatte per l’uso della bicicletta vanno annoverate Ponte San Giovanni (e zone limitrofe) e San Sisto (ed aree limitrofe).

Su Ponte San Giovanni, quindi, in linea con quanto richiesto nell’odg vi è un forte interesse dell’Amministrazione a sviluppare nuovi percorsi ciclopedonali. Ed infatti attualmente a Ponte San Giovanni si contano diversi tratti di piste, tutte non collegate tra loro. L’obiettivo, quindi, è di redigere un progetto complessivo che consenta di collegare tra loro gli attuali tratti esistenti realizzandone altri nuovi, magari proprio in via Manzoni.

In merito alla proposta illustrata da Befani, il dirigente Ing. Naldini ha chiarito che via Manzoni ben si presta alla realizzazione di una pista ciclabile al posto di una delle due corsie di transito automobilistico in considerazione della conformazione della strada. Problematiche potrebbero emergere eventualmente solo per il tratto di via Manzoni all’altezza dell’intersezione con il sottopasso che conduce a Pieve di Campo, visto che lì le dimensioni sono ridotte ed appare difficile trovare spazio per una pista ciclabile.

Ben si presta invece al progetto il tratto che conduce dalla piccola rotatoria fino al distributore ove si può immaginare di posizionare una rastrelliera al servizio degli utenti della stazione limitrofa ed ove potrebbe partire un’ulteriore pista ciclabile in direzione di via Cestellini, nuovo centro-civico, chiesa, cva, palazzetto dello sport. Nella zona del centro civico è infine ipotizzabile di costruire una “rastrelliera di scambio” al chiuso, utile per garantire la sicurezza dei mezzi parcheggiati.

Croce (IPP) ha condiviso la necessità di snellire il traffico a Ponte San Giovanni, riducendo il numero delle auto magari proprio attraverso la realizzazione di piste ciclabili.

Sotto questo profilo ha appoggiato la proposta di costruire una pista ciclabile lungo via Manzoni, a patto che la stessa venga posta in collegamento con le altre infrastrutture esistenti o da realizzare. Quanto alla rastrelliera di scambio, Croce ha suggerito di posizionarla in un’area più periferica del quartiere piuttosto che al centro di esso.

Casaioli (Progetto Perugia), nell’appoggiare il progetto, ha fatto tuttavia notare come la creazione di una nuova infrastruttura determini necessariamente dissapori tra la cittadinanza per la modifica dello status quo preesistente. Quindi la consigliera ha suggerito di modificare il dispositivo finale sostituendo (come poi avvenuto) il termine “progetto” con “studio di fattibilità”, ed auspicando un’ampia partecipazione sul tema.

Mencaglia (FdI) ha ricordato come il relatore dell’atto, consigliere Befani, si sia fatto portavoce di un’esigenza proveniente dal territorio. In ogni caso il capogruppo ha segnalato che l’atto è semplicemente un indirizzo rivolto a giunta ed uffici cui spetterà poi di valutare la fattibilità del progetto coinvolgendo in partecipazione la popolazione.

In ogni caso, stante la richiesta rivolta in tal senso anche da Croce, Befani ha deciso di accogliere la modifica al dispositivo suggerita da Casaioli.

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