Galleria sotto la collina per salvare Collestrada, non toccherà il bosco

Galleria sotto la collina per salvare Collestrada, non toccherà il bosco

Galleria sotto la collina per salvare Collestrada, non toccherà il bosco

“Sembra che la storia dei presunti danni al bosco di Collestrada venga ancora agitata come motivo per dire di no alla realizzazione del Nodino. Chi è contrario alla realizzazione di quest’opera trovi per favore un altro argomento di polemica, perché questo è fritto e rifritto, sentito e risentito come un disco rotto. La bretella passerà in galleria naturale molti metri sotto la superficie e non intaccherà minimamente il bosco, anche perché gli passerà lateralmente. Ugualmente non ne risulterà affatto danneggiata la prospettiva di Collestrada, né profanati i luoghi della battaglia in cui venne ferito San Francesco, né alcun luogo caro a tutti noi. La galleria passerà totalmente in sotterranea, tutto l’armamentario polemico contro il Nodino si basa sul progetto del 2006 che risulta, in questo senso, profondamente modificato in quello attuale, su cui si sta lavorando”.

E’ quanto scrive su Facebook Fausto Cocciari, portavoce del Comitato “Chi Salverà Ponte San Giovanni?” che si è costituito in questi ultimi giorni – è scritto -, “per manifestare un disagio di lunga data nel nostro Paese, ma diventato ora insostenibile, alla luce di una serie di eventi relativi al traffico automobilistico che sta rendendo difficile la vita alla nostra comunità”.


di Morena Zingales
Fonte: Gruppo Facebook «Chi salverà Ponte San Giovanni»


Cocciari poi comunica dicendo che “è tutto scritto nelle comunicazioni ufficiali che l’Anas ha inviato alla Regione Umbria ormai da mesi. Ci si aggiorni sugli sviluppi più recenti tenendo magari un po’ più presente la situazione di migliaia di persone, che sono esseri viventi anch’essi, esattamente come le piante e vivono respirando ossigeno, che anche il bosco di Collestrada continuerà a produrre in piena salute, non biossido di carbonio. In ogni caso, l’opera sarà realizzata solo dopo aver superato tutti gli esami di compatibilità ambientale, quindi tranquilli! Se veramente sta arrivando Attila alle porte, lo fermerà la normativa europea, non certo i proclami allarmistici che vengono diffusi su fondamenti in questo momento inesistenti”.

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