Controlli security Busitalia, ora pagano tutti e niente caos sui mezzi

Bus terminal Partigiani, Lega denuncia degrado a Perugia

Più biglietti venduti e niente violenze sulle linee a rischio

Controlli security Busitalia – La stretta di BusItalia sul fenomeno dell’evasione tariffaria e sui comportamenti a rischio a bordo degli autobus urbani sta già dando risultati evidenti. Il nuovo modello sperimentale prevede la presenza fissa di personale addetto al controllo, affiancato da figure addestrate alla gestione della sicurezza, che presidiano i mezzi nelle tratte considerate più sensibili.

L’iniziativa ha modificato radicalmente le modalità di accesso ai bus: la salita è ora consentita soltanto dopo aver mostrato un biglietto valido, un abbonamento o il denaro necessario per l’acquisto del titolo a bordo. Questo nuovo metodo di “incarrozzamento filtrato” è sorvegliato dal verificatore, supportato dagli assistenti di bordo, figure con competenze specifiche anche in ambito di sicurezza pubblica.

Questa forma di controllo è stata applicata, nel fine settimana appena trascorso, su linee ritenute critiche per l’alta incidenza di passeggeri irregolari e comportamenti problematici. Tra queste, la linea G, che parte da piazza Italia e si dirige verso San Mariano, passando per zone come la Pallotta, la stazione di Fontivegge, via Cortonese, Ferro di Cavallo e l’area dei centri commerciali di zona Girasole.

Su questo percorso, scrive Luca Benedetti su Il Messaggero di oggi, da tempo teatro di situazioni di disagio legate soprattutto alla presenza di adolescenti e gruppi giovanili noti per comportamenti indisciplinati – i cosiddetti “maranza” – il clima a bordo si è trasformato. Le operazioni di incarrozzamento sono avvenute in modo ordinato, il numero di biglietti acquistati direttamente a bordo è aumentato in modo consistente, e non si sono registrati episodi di tensione o violenza.

Stesso risultato per la linea P, che collega Fontivegge a Ponte Felcino, anch’essa soggetta a criticità, soprattutto in orari serali. In passato, episodi di alterchi verbali, tentativi di aggressione e passeggeri in evidente stato di alterazione psicofisica avevano messo a dura prova la serenità del viaggio. In questo caso, la presenza del personale dedicato ha agito da deterrente immediato.

Nella giornata di domenica, l’esperimento è proseguito coinvolgendo la linea A, che unisce Pila a Sant’Erminio, un altro asse lungo in cui era stata segnalata la difficoltà di contenere l’evasione. Anche in questo caso, le nuove procedure hanno consentito un controllo sistematico degli accessi e un deciso incremento nella vendita dei biglietti a bordo.

Il prezzo del biglietto acquistato direttamente sull’autobus è di due euro, con una maggiorazione di cinquanta centesimi rispetto alla tariffa base. Questa scelta, pur rappresentando un piccolo sovrapprezzo, non ha scoraggiato gli utenti, che si sono adeguati alle nuove modalità. Secondo quanto emerge dalle conversazioni informali tra il personale di servizio – in particolare attraverso le chat interne tra autisti – la percentuale di ticket venduti in vettura ha avuto un’impennata significativa, superando in alcuni casi il 70 per cento rispetto ai periodi precedenti.

BusItalia non ha ancora diffuso dati ufficiali sull’impatto economico dell’operazione, ma è evidente che i benefici vadano oltre l’aspetto finanziario. Il vero risultato è rappresentato dalla trasformazione dell’ambiente di viaggio: meno passeggeri abusivi, clima disteso, niente scontri verbali o fisici.

Il progetto nasce come risposta concreta a numerose segnalazioni pervenute anche tramite i sindacati degli autisti, che in passato avevano raccontato situazioni limite: da passeggeri aggressivi a individui che salivano a bordo poco dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti, in condizioni visibilmente critiche.

L’intervento dell’azienda è quindi volto a prevenire, piuttosto che reprimere. Gli assistenti di bordo non hanno funzioni repressive, ma agiscono in sinergia con i verificatori per gestire con fermezza e discrezione ogni possibile criticità. L’effetto è una netta riduzione del rischio per conducenti e passeggeri.

Il cambiamento è stato notato anche dagli utenti abituali, che non hanno mancato di far presente come, in corrispondenza delle linee test, il viaggio sia tornato a essere un’esperienza normale, priva di tensioni o situazioni spiacevoli.

L’azienda ha confermato che l’attuale organizzazione è ancora in fase sperimentale e interessa solo alcune corse selezionate. Tuttavia, i segnali positivi fanno ipotizzare un possibile ampliamento del modello anche ad altre linee urbane, rendendo il sistema una prassi consolidata.

Perugia diventa così un esempio di gestione proattiva del trasporto pubblico, con un modello che potrebbe essere replicato in altri contesti urbani. L’unione di controllo e presenza qualificata a bordo sembra infatti essere la chiave per riportare ordine, legalità e sicurezza nei mezzi pubblici.

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