Priorità alla scuola interviene ancora dopo altra ordinanza riapertura

 
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Priorità alla scuola interviene ancora dopo altra ordinanza riapertura

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole dopo le vacanze di Pasqua ci troviamo costretti ancora una volta a scrivere per puntualizzare alcune cose: l’ultimo decreto legge del Presidente Draghi ha finalmente legato le mani ai Presidenti di regione per quanto riguarda l’autonomia decisionale sulla chiusura delle scuole, almeno fino alla prima media. Il decreto legge parla chiaro, in zona arancione le secondarie di primo grado dovranno essere esclusivamente in presenza e le superiori in presenza al 50% o 75% per cento.

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Le testate locali nella giornata di ieri hanno già fatto trapelare indiscrezioni sull’orientamento della Regione Umbria. Si parla di ipotesi, ma queste ipotesi a noi non piacciono.

Si sta già dichiarando che le seconde e terze medie rientreranno probabilmente il 12 aprile e per le superiori nessuna data certa. Perché questa differenza di trattamento? Quali sono esattamente le motivazioni? Dove sono i dati che giustificano questo accanimento perpetrato?

Ancora una volta, in tema di scuola si parla di massima cautela. L’ambito scolastico, in Umbria, è il solo settore al quale è riservata la massima cautela.

I dati della regione Umbria non hanno mai evidenziato rischi legati alla didattica in presenza, le chiusure scolastiche nella nostra regione sono sempre e solo state “a scopo precauzionale”.

L’orientamento del governo in tema scolastico è ormai ben chiaro a tutti, con la mossa di impedire la chiusura ai Presidenti di Regione si è voluto dare un  segno forte e deciso: basta giocare sulla pelle dei ragazzi.

Un gran numero di esperti, psicologi, neuropsichiatri hanno lanciato un grido d’allarme, che la nostra Presidente sembra non aver sentito. In campo sono scesi anche stimati epidemiologi che hanno sdoganato la credenza che solo la scuola potesse rappresentare un pericolo di propagazione del virus, la nostra Presidente è sorda anche davanti a questo.

Cosa si deve fare più di così per poter finalmente vedere riconosciuto un diritto costituzionale violato ripetutamente e mai giustificato con motivazioni inequivocabili?

Come comitato crediamo che la scuola sia un vero e proprio presidio sanitario, dove il controllo e il tracciamento possono avvenire in modo reale e capillare, i protocolli attuati nell’ambiente scolastico sono seri e certosini, cosa che al di fuori dell’ambito scolastico, non è facile riscontrare.

Siamo stanchi di questo silenzio istituzionale, dell’inefficienza dimostrata in un anno di gestione fallimentare, di sacrificare i giovani per le inadempienze altrui e di assistere al goffo tentativo dei giornali locali di riportare notizie false e fuorvianti sugli adolescenti, al solo scopo di dirottare tutte le responsabilità su di loro.

Siamo stanchi ma non meno arrabbiati, è per questo che dichiariamo già da ora che se qualora, il 7 aprile, non venissero rispettate le linee guida del Decreto Legge, continueremo a lottare e vigilare perché il rientro in sicurezza sia garantito a tutta la popolazione studentesca umbra.

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