Risultati 2025 e nuovo Piano rilanciano prospettive a Torino
Intesa Sanpaolo chiude il 2025 con un bilancio che conferma la centralità del gruppo nel panorama bancario europeo, rafforzando un modello industriale che negli ultimi anni ha dimostrato una capacità unica di generare valore in modo stabile, anticiclico e sostenibile. Il nuovo Piano di Impresa 2026-2029 si apre su fondamenta solide, con una redditività in crescita, una qualità del credito ai massimi storici e un patrimonio che continua a posizionare l’istituto tra i più robusti del continente.
Utile netto in crescita e distribuzione record agli azionisti
Il 2025 si chiude con un utile netto pari a € 9,321 miliardi, in aumento del 7,6% rispetto ai € 8,666 miliardi del 2024. Un risultato che assume un peso ancora maggiore se si considera che oltre € 1 miliardo è stato destinato a interventi straordinari per rafforzare la sostenibilità futura dei conti. Nel dettaglio, il gruppo ha allocato:
- circa € 650 milioni in rettifiche aggiuntive su crediti,
- circa € 285 milioni in accantonamenti e altre rettifiche,
- circa € 85 milioni di oneri di integrazione,
- circa € 10 milioni di ulteriori costi connessi alle uscite volontarie.
La solidità dei numeri consente al gruppo di proporre all’assemblea una distribuzione complessiva di € 6,5 miliardi di dividendi: € 3,2 miliardi già pagati come acconto nel novembre 2025 e € 3,3 miliardi di saldo da corrispondere nel maggio 2026. A ciò si aggiunge un nuovo programma di buyback da € 2,3 miliardi, autorizzato dalla BCE e previsto per luglio 2026.
Patrimonio in crescita e qualità del credito ai massimi europei
Il profilo patrimoniale del gruppo si rafforza ulteriormente: il CET1 ratio si attesta al 13,9%, in aumento di circa 110 punti base rispetto al 2024, nonostante l’impatto negativo di circa 40 punti base derivante da Basilea 4 e di circa 20 punti base legato al contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti”. Considerando anche il buyback, il coefficiente scende al 13,2%, mantenendosi comunque ampiamente sopra i requisiti regolamentari.
Intesa Sanpaolo
Il beneficio potenziale derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), pari a circa 100 punti base, non è ancora contabilizzato e rappresenta un ulteriore margine di sicurezza.
Sul fronte della qualità del credito, Intesa Sanpaolo conferma lo status di banca “zero NPL”: le sofferenze nette scendono a € 0,8 miliardi, mentre l’incidenza dei crediti deteriorati si attesta allo 0,8% netto e all’1,5% lordo secondo la metodologia EBA. Il costo del rischio si posiziona a 41 punti base, che scendono a 26 escludendo le rettifiche aggiuntive deliberate per accelerare il de-risking.
Ricavi resilienti e costi in riduzione
Il risultato della gestione operativa cresce dell’1,5%, raggiungendo € 15,770 miliardi rispetto ai € 15,537 miliardi del 2024. I proventi operativi netti aumentano dello 0,6%, attestandosi a € 27,270 miliardi, con una dinamica particolarmente positiva delle commissioni nette, in crescita del 6,3%, e del risultato dell’attività assicurativa, in aumento del 4,6%.
Il calo degli interessi netti, influenzato dalla forte discesa dell’Euribor, viene compensato dalla crescita del risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value.
Sul fronte dei costi, il gruppo registra una riduzione dello 0,6%, con spese operative pari a € 11,500 miliardi, in calo rispetto agli € 11,570 miliardi del 2024. Il cost/income si attesta al 42,2%, uno dei migliori tra le principali banche europee.
Tecnologia, cloud e nuovi modelli digitali
La trasformazione tecnologica rappresenta uno dei pilastri del nuovo ciclo industriale. La piattaforma isytech, nativa cloud, è già operativa per la clientela retail attraverso Isybank e verrà progressivamente estesa a tutto il gruppo. Gli investimenti IT hanno raggiunto € 5,6 miliardi, accompagnati dall’assunzione di circa 2.430 specialisti.
Isybank ha aperto circa 900.000 nuovi conti, mentre Fideuram Direct consolida la propria presenza nel private banking digitale con circa 81.000 clienti e € 3,5 miliardi di masse. L’intelligenza artificiale è ormai integrata in 153 applicazioni, con circa 300 professionisti dedicati.
Wealth management come motore dei ricavi
Il gruppo conferma la leadership nel wealth management, con € 883 miliardi di raccolta diretta e risparmio amministrato. Le reti di consulenza contano circa 18.550 professionisti, supportati da fabbriche prodotto interamente controllate e da strumenti digitali avanzati.
Le masse gestite nell’ambito della consulenza evoluta superano i € 102 miliardi, oltre l’obiettivo fissato dal Piano 2022-2025.
Credito all’economia reale e sostegno alle imprese
Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha erogato circa € 86 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese italiane, con un incremento del 23% rispetto al 2024. Circa 2.850 aziende sono state riportate in bonis nell’anno, contribuendo a preservare circa 14.250 posti di lavoro.
Le operazioni di cartolarizzazione sintetica hanno raggiunto circa € 35 miliardi, mentre le nuove erogazioni ESG hanno superato i € 31 miliardi nel 2025.
Impegno sociale, cultura e transizione climatica
Il contributo fiscale generato nel 2025 ammonta a € 4,9 miliardi, che salgono a € 5,5 miliardi includendo il prelievo straordinario. Il programma “cibo e riparo” ha permesso di attivare 68,2 milioni di interventi nel triennio, mentre il social lending ha raggiunto € 26,7 miliardi dal 2022.
Sul fronte ambientale, il gruppo ha ridotto del 32,9% le emissioni finanziate nei settori più impattanti e del 35% le proprie emissioni operative rispetto al 2019. Il 95% dell’energia acquistata proviene da fonti rinnovabili.
Le persone al centro del nuovo ciclo industriale
Dal 2021 sono stati assunti circa 5.900 professionisti, mentre oltre 9.325 persone sono state riqualificate. Il gruppo conferma la certificazione Top Employer Europe 2026 e si posiziona al primo posto nel settore bancario nella classifica LinkedIn Top Companies 2025.

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