Confcooperative e UE discutono sfide e opportunità per le cooperative
Confcooperative – In occasione dell’Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dall’ONU per la seconda volta, Confcooperative ha organizzato un incontro a Bruxelles con un’ampia delegazione di 35 Europarlamentari italiani, a seguito di una riunione tenutasi il giorno precedente con il Vice Presidente della Commissione Europea Raffaele Fitto e il Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti.
La discussione ha messo in luce le sfide e le opportunità legate alla transizione ecologica, all’inclusione e alla sostenibilità, affrontando temi come agroalimentare, credito, welfare, casa e appalti. Tra i partecipanti anche numerosi capi di gabinetto e membri dello staff di vari europarlamentari.
Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, ha evidenziato il ruolo cruciale dell’economia sociale nell’economia europea, che conta 4,3 milioni di imprese e 11,5 milioni di occupati. Le cooperative contribuiscono significativamente a questi numeri con 4,5 milioni di occupati, di cui 1,3 milioni in Italia e circa la metà delle 16.500 imprese associate a Confcooperative, che rappresentano il 4% del PIL.
Diversi settori imprenditoriali, tra cui agroalimentare, pesca e credito, sono chiamati ad affrontare sfide rilevanti in termini di sostenibilità, semplificazione normativa e competitività. Un approccio integrato e sensibile allo sviluppo territoriale è considerato essenziale per garantire il futuro delle imprese cooperative europee.
Confcooperative ha sottolineato l’importanza di una gestione sostenibile delle risorse pubbliche, evidenziando che gli appalti pubblici comunitari rappresentano il 14% del PIL UE e costituiscono un’opportunità di crescita per le imprese locali. È cruciale adottare criteri di selezione che privilegino innovazione e qualità, oltre al risparmio.
Nel contesto del welfare, Confcooperative ha invitato gli Stati membri a investire il 2,5% del PIL nelle politiche sociali per garantire servizi adeguati. Carlo Di Somma, Presidente Regionale e membro del Consiglio di Presidenza Nazionale dell’Associazione, ha rimarcato l’importanza di un modello sanitario territoriale con un ruolo centrale della cooperazione sociale nella gestione dei servizi di assistenza primaria. Di Somma ha aggiunto che è necessario che l’Europa incentivi la formazione di personale sanitario.
La transizione energetica è un altro tema chiave, con un focus sulle comunità energetiche (CER) che promuovono un modello sostenibile di produzione e consumo di energia. Il legame stretto con Bruxelles è cruciale per il rilancio e la competitività delle imprese cooperative nei settori agricolo, agroalimentare e della pesca, in particolare per affrontare le crisi climatiche in corso.
Infine, l’importanza del coinvolgimento di genere e generazioni è stata sottolineata. Le cooperative si presentano come strumenti ideali per l’autoimprenditorialità, offrendo a giovani e donne opportunità di partecipazione attiva nel mercato del lavoro. Gardini ha concluso evidenziando il ruolo centrale delle cooperative nell’economia sociale europea come leve strategiche per un’Europa più forte, coesa e resiliente.

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